Centrodestra e Campo largo alle prese con le tattiche dopo i sondaggi favorevoli al centrosinistra
Il direttore di InPiù Paolo Mazzanti commenta il sondaggio politico diffuso la scorsa settimana e fa alcune considerazioni.
La notiziona politica della scorsa settimana è il sorpasso del campo largo sul centrodestra nei sondaggi. Secondo la super media dei sondaggi il campo largo supererebbe il centrodestra di un punto, secondo Ipsos di mezzo punto. Poco importa che il dato sia all’interno del range di errore statistico. Il suo significato simbolico è innegabile. E potrebbe produrre conseguenze a cascata. Nel centrodestra è per esempio ricompresa anche Futuro Nazionale di Vannacci stimato fra il 3,5 e il 4%. Ma non si sa se Vannacci alle prossime elezioni sarà fuori o dentro il centrodestra. Se restasse fuori, il vantaggio col campo largo aumenterebbe a 5-5,5 punti. E forse gli converrebbe stare fuori. Se stesse dentro e il centrodestra vincesse potrebbe far valere il suo contributo determinante. Ma se la prospettiva è perdere, piuttosto che perdere in compagnia, meglio perdere da solo e lottare per conquistare la leadership dell’opposizione.
Sul fronte opposto, forse non è un caso che nei giorni scorsi Calenda abbia aperto al confronto col campo largo, ponendo le sue condizioni programmatiche (europeismo, sostegno a Kiev, difesa della democrazia, investimenti al posto dei bonus, priorita’ a sicurezza-sanita’-istruzione). Se anche Calenda dovesse aderirvi, il vantaggio del campo largo potrebbe arrivare all’8-9%. Un primo effetto politico-parlamentare e’ il rallentamento della nuova legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza fortemente voluta dalla Meloni, per assicurare un vincitore certo con un congruo numero di seggi. A che pro, pensano in molti a destra compulsando i sondaggi, fare una legge per regalare una larga vittoria al centrosinistra? A questo punto, pensano molti forzitalioti, non sarebbe meglio un pareggio e un governo di larghe intese per restare in gioco?





