Caso degli affitti brevi negli immobili dell’Asp Montedomini, diciamo che non sempre c’è coerenza tra quello che si annuncia e quello che si fa
Il caso degli affitti brevi negli immobili di Montedomini arriva anche all’attenzione della Curia fiorentina, pochi giorni dopo l’appello dell’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli sull’emergenza abitativa. Pur senza entrare nel merito della vicenda, Gambelli invita alla prudenza e attende gli esiti del Consiglio di amministrazione straordinario dell’Asp, convocato per il 29 luglio.
«Sono stato informato di quello che sta succedendo. Prima di poter prendere qualsiasi decisione è necessario ascoltare e comprendere bene tutto quello che è successo. Solo dopo potremo avere un’idea più chiara», ha dichiarato l’arcivescovo.
Gambelli ha ricordato di conoscere bene la realtà di Montedomini, elogiando il lavoro svolto a favore delle persone più fragili: «Vedo che c’è un’attività condotta sempre con grande attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili». Allo stesso tempo ha assicurato di seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda, sottolineando che, in assenza di elementi sufficienti, non intende esprimere giudizi sulla scelta di destinare alcuni immobili agli affitti turistici.
Nel Cda di Montedomini siede anche un rappresentante indicato dalla Curia, Andrea De Biasio, nominato dal predecessore di Gambelli, il cardinale Giuseppe Betori. L’arcivescovo ha confermato di aver avuto un confronto con lui, ribadendo però che ogni valutazione sarà rinviata dopo la riunione del 29 luglio. Lo scrive la Nazione.
Comunque si può già dire che non sempre c’è coerenza tra quello che si dice e quello che si fa.





