Botta e risposta al veleno tra il sindaco Sala e il ministro Piantedosi sugli incidenti di Milano
E’ un botta e risposta al veleno quello tra il ministro degli Interni Matteo Piantedosi e il sindaco di Milano Beppe Sala. Al centro, gli scontri che ieri hanno messo a ferro e fuoco Milano. Ne parla La Stampa. Prima Sala, che, dopo le immagini della devastazione di piazza Duomo aveva commentato: «Ho l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano per la gestione dell’ordine pubblico non fossero adeguate». A stretto giro di posta sono arrivate le parole del capo del Viminale che, ha sintetizzato così il suo pensiero: le parole di Sala «un riflesso della sinistra sinistra radical chic».
Ma andiamo con ordine. Il primo a sollevare la questione è stato il sindaco di Milano che, questa matrtina, ha parlato così: «Avendo guardato le immagini, soprattutto quelle di piazza Duomo, ho visto una quantità di protestanti estremamente violenti e uno sparuto gruppo di poliziotti, messi in un angolo. Ora, io non ce l’ho con il questore, ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni giorno – ha detto il sindaco di Milano, Beppe Sala, a Rtl 102.5 all’indomani delle proteste e degli scontri nel capoluogo lombardo -. Ma ho l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano per la gestione dell’ordine pubblico non fossero adeguate. Ripeto, sono anni che seguo le manifestazioni e le vedo. Ecco, ieri mi sembravano tanti contro pochi. Purtroppo, in questi casi bisogna ragionare anche in questo modo».
Il sindaco Sala prosegue poi parlando dei danni in centro: «Sto facendo fare una verifica, perché poi è giusto che i privati, ma forse anche il Comune, cerchino di rivalersi nei confronti di chi è responsabile, senza attribuire colpe a nessuno. Evidentemente ci sono stati danni significativi nel centro di Milano».
«Io sono assolutamente contrario – ha aggiunto – a chi manifesta in maniera violenta, però è una questione universale. In Francia bruciano i municipi: noi dobbiamo essere preparati. Ora, se non si riesce a decifrare il fenomeno in anticipo, evidentemente al momento non ci si riesce. È chiaro che bisogna essere in grado di farlo in futuro, perché questi episodi sono molto pericolosi. E, ripeto, lo dico da sindaco: le forze dell’ordine potevano essere di più. Sono molto preoccupato: temo che queste siano soltanto le prime situazioni che vedremo e che ce ne saranno altre simili. Ma nessuno, guardi, io per primo, ha la minima volontà di giustificare la violenza».
Così, nel giro di breve, è arrivata la risposta del Viminale. «Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il Sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che, secondo lui, sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti» ha sottolineato Piantedosi. Che ha aggiunto: «La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le forze dell’ordine – continua il ministro -. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette». Parole non gradite da Sala che, subito ha replicato: «A Piantedosi che mi equipara alla “sinistra radical chic” dico che un po’ di decenza non guasterebbe. Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato» dice il sindaco di Milano. Che chiosa: «Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personal. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano – ha aggiunto -, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre».





