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Arriva da Grosseto un’altra grana per l’università di Siena

Un’altra grana per l’università di Siena (nella foto il rettore Roberto Di Pietra) arriva da Grosseto, perché rischia la chiusura la sede universitaria. Sull’argomento l’ordine dei commercialisti ha scritto una lettera aperta.

«Sebbene tali indiscrezioni siano state a me personalmente smentite dalla Presidenza della Fondazione Polo Universitario Grossetano – afferma il presidente Paolo Mazzetti -, ritengo tuttavia doveroso esprimere una riflessione di sistema, poiché la presenza di un polo accademico nel cuore nostra città non costituisce soltanto un presidio culturale, ma rappresenta un asset strategico fondamentale per la tenuta del sistema economico e sociale dell’intera Maremma».

«Come professionisti quotidianamente impegnati nel supporto alle imprese e nello sviluppo del territorio, siamo consapevoli che la perdita dell’Università comporterebbe un inevitabile impoverimento delle competenze e una fuga di talenti che Grosseto non può permettersi. È necessario che tutte le istituzioni, dal Comune alla Provincia, dalla Regione agli Atenei coinvolti, agiscano con compattezza e visione per scongiurare ogni incertezza e, al contrario, potenziare l’offerta formativa esistente. Affinché il polo universitario sia attrattivo e sostenibile, occorre affiancare alla didattica una visione urbanistica moderna e funzionale».

«In tal senso, ci permettiamo di suggerire la valutazione di alcune linee di intervento da integrare, ove possibile, nella programmazione attuale e futura. Una riqualificazione digitale di alcune aree pubbliche del centro, con la creazione di hub dotati di connettività e postazioni di ricarica, permetterebbe di favorire spazi di studio e socializzazione integrati nel tessuto urbano. Allo stesso modo, nell’ambito degli interventi di recupero edilizio già avviati o previsti nel cuore della città, appare strategico valutare la possibilità di inserire, nelle sedi più opportune, soluzioni di residenzialità universitaria a canone calmierato. In linea con gli obiettivi nazionali del Pnrr, che punta alla creazione di migliaia di nuovi posti letto entro maggio 2026, è fondamentale promuovere alloggi a tariffe accessibili e sostenibili».

«Come tecnici della materia, ricordiamo che esistono strumenti normativi e agevolazioni fiscali mirate, quali la cedolare secca agevolata al 10%, le riduzioni Imu e le detrazioni Irpef per i fuori sede, che possono rendere questi interventi vantaggiosi sia per il tessuto sociale che per la proprietà, favorendo un virtuoso ripopolamento del centro storico e garantendo un effettivo diritto allo studio».

«Infine, un rafforzamento del legame tra i percorsi di laurea e il mondo delle professioni e delle imprese locali rappresenta l’unica via per garantire ai nostri giovani sbocchi occupazionali qualificati nel territorio. L’Ordine dei dottori commercialisti di Grosseto è pronto a offrire il proprio contributo tecnico e di visione in ogni sede di confronto. Difendere l’Università significa investire sul capitale umano, l’unica vera risorsa su cui poggia il futuro economico della nostra comunità».

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