Arezzo, per il giornalista Ivo Brocchi il dibattito è moscio
Ivo Brocchi conosce bene Arezzo, la città dove è nato, cresciuto e lavorato in giornali, radio e televisioni. A lui sfogliamo.eu ha chiesto di commentare il sondaggio sulle elezioni comunali.
Il sondaggio elettorale commissionato da Toscana tv (emittente regionale per la quale ho lavorato un triennio negli anni ’80, quando la sede era a Siena, oggi trasferita a Prato e guidata dell’ottimo editore e giornalista Maurizio Salvi), è stato un bel colpo giornalistico: forse l’ultimo prima del voto (è vietata infatti la diffusione di sondaggi negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale).
Anche ad Arezzo c’è chi si dice soddisfatto, chi si lamenta del risultato, chi lo magnifica e chi lo definisce farlocco.
L’agenzia che lo ha realizzato (EMG) è estremamente seria e qualificata. Sicuramente corretta e veritiera la procedura. Ma è bene esaminare alcuni dati del sondaggio che suggeriscono tanta prudenza. Bene hanno fatto a dare una forbice sui risultati del 3,5% sia in aumento che in diminuzione. Ma potrebbe non essere sufficiente. Tra le persone contattate solo il 22% ha accettato di rispondere. La rappresentatività della struttura societaria non è citata, quindi si tratta sicuramente della modalità “chiamate casuali” a numeri indicati come fissi nel Comune, e come mobili sotto i ripetitori di Arezzo (servizio offerto dalle compagnie telefoniche). Se guardate i risultati di Arezzo (ma lo stesso vale anche a Prato e Pistoia), i voti dei candidati a sindaco sono uguali alla somma dei voti delle liste collegate: impossibile che non vi sia uno scostamento per effetto del voto disgiunto, ormai in uso da molti decenni e che ad ogni elezione produce i suoi effetti.
Lo scarso successo che il sondaggio indica per le liste cosiddette personali dei candidati a sindaco (ragionamento valido solo per chi ha più liste) ha un’altra origine. Innanzitutto per Comanducci e Ceccarelli sono nomi nuovi, usciti poco piu di un mese fa (Fare 2,5% e Arezzo Partecipa 2%): se l’intervistatore non ha specificato che quella lista dal nome diverso e nuovo rispetto ai partiti è la lista civica propria del candidato a sindaco (per coloro che il sondaggio indica con un consenso oltre il 40%), non la indicherà quasi mai, perche l’intervista è rapida nella sua esecuzione, orale, senza possibilità di vedere il simbolo. Donati arriva invece con Scelgo Arezzo al 4%. Ciò avviene nonostante sia dato come risultato del candidato sindaco al 13%, perché da oltre 5 anni Donati è abbinato in ogni sua azione amministrativa al “marchio” Scelgo Arezzo.
Ultima considerazione tecnica: tra chi ha risposto, ad Arezzo ha detto che sicuramente andrà a votare il 60%. Probabilmente il 30% (fosse vero anche solo per la metà saremmo già al 75%). Magari, dico io, votasse il 75% degli aventi diritto: sarebbe una bella prova di responsabilità da parte dei cittadini non astenersi dalla scelta di chi deve governare il Comune per i prossimi 5 anni.
Chiudo con una riflessione personale: i sondaggi sono strumenti utilissimi nella società di oggi. Ma possono avere, come accade ai farmaci, anche delle controindicazioni. Qualcuno potrebbe essere tentato dal puntare sul motto “pensate al voto utile”. Altri a possibili alleanze pre-post primo turno. Altri ancora scatenare concorrenza dentro le coalizioni per superare la soglia minima al fine di entrare in Consiglio anche con un solo rappresentante.
Forse dimostrerà maggior serietà chi invece di fare dei calcoli matematico-statistici senza tener conto che a votare ci vanno persone in carne ed ossa (e magari la stragrande maggioranza ha già deciso a chi dare preferenza e voto) alzerà il livello del dibattito in corso (educatamente lo definisco “moscio”), fornendo alle domande che arrivano dai cittadini risposte chiare, concrete, dimostrando quali sono le risorse che utilizzerà (bilancio alla mano), promettendo “solo” ciò che è possibile e non sogni come troppo spesso accade, perché poi qualcuno ve li rinfaccerà dopo pochi mesi.
Siate responsabili. Buona campagna elettorale





