Approvata la nuova legge elettorale, ora occhio alla Consulta
Paolo Mazzanti su InPiù commenta la nuova legge elettorale e’ stata approvata definitivamente poco fa a scrutinio segreto alla Camera, dopo le tre fiducie decise dal governo e la minaccia di Meloni di dimettersi in caso di sconfitta. Ma i tormenti non sono finiti. Ora tutti gli occhi sono puntati su Mattarella, che dovra’ firmare la legge, e soprattutto sulla Corte costituzionale che dovra’ decidere sui numerosi ricorsi preannunciati per i presunti profili di incostituzionalità: l’entità del premio di maggioranza, la mancata parita’ di genere tra i capilista bloccati e soprattutto l’indicazione del candidato premier (che potrebbe ledere le prerogative del Capo dello Stato) e l’attribuzione del premio di maggioranza di 35 senatori su base nazionale e non regionale, come prescrive la Costituzione.
Si ritiene che la Consulta possa pronunciarsi tra febbraio e marzo. Quindi le elezioni non si potranno tenere prima di allora perche’ difficilmente Mattarella le concedera’ in pendenza di un giudizio di costituzionalità. La prima finestra utile sarebbe dunque aprile-maggio, magari accorpando le politiche alle amministrative nei grandi Comuni (Roma, Milano, Torino…), che pero’ il centrodestra teme, visto che i grandi Comuni sono di centrosinistra. Si vedrà. Intanto l’attesa della pronuncia della Consulta ha effetti anche sul campo largo alle prese con il rebus delle primarie. Se l’indicazione del candidato premier venisse cassata, le primarie non sarebbero piu’ necessarie, anche se andare alle elezioni senza un leader di coalizione da contrapporre a Meloni potrebbe indebolire il campo largo





