Alta tensione tra Malagò e il ministro Abodi dopo l’uscita di scena di Bianchedi
«È una scelta che non posso che condividere. L’entrata di Abodi è non convenzionale, sgrammaticata, fuori luogo. Credo che sia impossibile darle torto». Con queste parole il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha commentato a margine dell’assemblea di Lega Pro la decisione di Diana Bianchedi (nella foto) di rassegnare le dimissioni irrevocabili da capo delegazione della Nazionale maschile di calcio. Un affondo diretto nei confronti del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che trasforma la vicenda in un vero e proprio scontro politico-istituzionale ai vertici dello sport italiano. «Non mi sembra che da parte del ministro sia stata l’unica uscita su questioni che riguardano il calcio. I fatti mi sembrano molto chiari», ha aggiunto il numero uno della Federcalcio, blindando l’operato dell’ex campionessa olimpica.
La frattura nasce da una spaccatura consumatasi all’interno della Giunta del Coni. In occasione del voto per il commissariamento della Federazione Italiana Pesi (Fipe), approvato all’unanimità, la cinquantaseienne Bianchedi — due ori olimpici nel fioretto a squadre (Barcellona 1992 e Sydney 2000) e attuale vicepresidente vicaria del Coni — e il vicepresidente Marco Di Paola avevano espresso riserve e perplessità sulla linea della presidenza giudicata vicina al ministro. La risposta di Abodi non si era fatta attendere: ai microfoni di Sky Sport il ministro aveva rimproverato apertamente la dirigenza del Comitato Olimpico dichiarando che «il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta».





