All’ombra della destra populista cresce in Europa una nuova sinistra che sta riscoprendo la questione sociale
Antonio Polito sul Corriere della Sera osserva la crescita in Europa di una nuova sinistra che, all’ombra della destra populista, sta riscoprendo la «questione sociale». In Francia le proteste giovanili contestano i tagli alla scuola e la riduzione delle risorse pubbliche, mentre in Spagna la crisi abitativa ha spinto il governo Sánchez a proporre vincoli alla proprietà e maggiori tutele per gli affittuari, senza però riuscire a ottenere la maggioranza parlamentare. A Berlino, Elif Eralp ha vinto le elezioni proponendo un tetto agli affitti e l’esproprio di migliaia di alloggi delle grandi società immobiliari. Fenomeni analoghi, osserva Polito, si sono affermati anche a New York e Londra. Secondo l’autore, questa nuova sinistra non si limita alle piazze, ma mostra una crescente capacità elettorale: in Svezia gli ex comunisti sono decisivi per una maggioranza di centrosinistra, mentre in Italia M5S e Avs hanno superato insieme il Pd in un recente sondaggio. Il movimento appare meno ideologico e più pragmatico: tra i temi comuni ci sono la questione abitativa, maggiori spese sociali per scuola e sanità e, soprattutto, la mobilitazione contro Israele e a sostegno della causa palestinese. Più divise restano invece le posizioni sull’Ucraina. Polito individua però un dilemma: finanziare le nuove politiche sociali attraverso una maggiore tassazione dei patrimoni potrebbe entrare in conflitto con i ceti medi, soprattutto in Italia, dove è diffusa la proprietà immobiliare. Inoltre, l’avanzata della sinistra radicale potrebbe paradossalmente favorire la destra estrema, come mostrano i casi francese e spagnolo. La nuova sinistra europea, conclude, rappresenta quindi un’incognita destinata a pesare sugli equilibri politici del continente.





