A Rocca Salimbeni 30mila opere d’arte molte delle quali acquisite negli anni Settanta e Ottanta
Nel palazzo di Rocca Salimbeni, sede del Monte dei Paschi, è custodita una collezione d’arte di pregio fatta da 30 mila pezzi raccolti in oltre 500 anni di storia della banca. Se l’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps andrà a buon fine e in un secondo tempo l’entità giuridica del Monte con i 635 sportelli andranno a Unipol e quindi a Bper, anche la sede senese e il suo patrimonio artistico passeranno sotto le insegne del gruppo. Rilancia l’allarme il Corriere della Sera.
Il quotidiano ricorda che tra il 2017 e il 2018, nei mesi di trattativa estenuante con la Direzione europea della Concorrenza, il Monte dei Paschi era riuscita a proteggere la sua collezione d’arte di pregio fatta da 30 mila pezzi. Dopo la ricapitalizzazione d’emergenza da 3,8 miliardi da parte dello Stato italiano, l’Europa aveva infatti chiesto di valorizzare anche le opere tra le quali quadri di Giorgio Vasari e Giovanni di Bartolo.
La soprintendenza di Siena era riuscita a bloccare la vendita, scrive il Corriere della Sera, facendo valere il «vincolo di pertinenzialità» delle opere d’arte di Mps contenute nei palazzi storici della banca nei quali sono custodite. Il prossimo anno dovrebbero passare sotto il cappello della nuova Monte dei Paschi.
Nei giorni scorsi, sfogliamo.eu aveva pubblicato un articolo in cui si diceva che poteva essere opportuno esporre alcune opere custodite a Rocca Salimbeni al Santa Maria della Scala, luogo più accessibile ai visitatori rispetto a una banca. Molte delle opere di cui parla il Corriere della Sera sono state acquisite dagli anni Settanta, durante le direzioni generali di Giovanni Cresti e fino alla trasformazione in società per azioni.





