A Lucca il Festival della Sintesi, una manifestazione originale
Roberto Pizzi.
Ci sia concesso di definire quanto meno “originale” il Festival della Sintesi di quest’anno, che si aprirà il 17 giugno prossimo a Lucca e “chiuderà i battenti” il 20 giugno. La manifestazione ideata da Alessandro Sesti si propone, da undici anni, di valorizzare le sintesi espressive intelligenti, di dimostrare come la ricerca della brevità sia necessaria in ogni ambito e possa accomunare mondi apparentemente lontanissimi.
Forse troppo ambizioso, il programma di questa edizione offre un caleidoscopio di argomenti che solo disponendo di particolari doti si possono mettere insieme fra loro. Auguri agli organizzatori per la riuscita dell’ambizioso programma che non si accontenta di unire “il sacro con il profano”della sacra Sindone con “Le avventure di Pinocchio” e con il suo autore Carlo Lorenzini del quale ricorre il 200emo anniversario della nascita (vedi programma indicato in calce). Ma per aumentare ancora di più il tasso di aleatorietà delle interpretazioni si propone anche di accostare la figura di Collodi con quella di Gabriele D’Annunzio. E lo farà proprio Giordano Bruno Guerri, neo presidente del comitato per le onoranze a Collodi, nonché a capo, dal 2014, della “Fondazione Vittoriale degli Italiani”, la casa-museo di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera. Di questo acuto intellettuale senese siamo curiosi di ascoltare le motivazioni dell’accostamento fra Collodi e il Vate, del quale molte opere letterarie risentono del culto decadente del dandy, dell’esteta, di colui che cerca di elevarsi dalla massa mediante un atteggiamento e un abbigliamento estremamente raffinato, dedito al culto della bellezza, che addirittura rielabora secondo una sua parziale e interessata interpretazione la figura del Superuomo del filosofo Nietzsche. Tutti elementi che non ci sembrano presenti in Collodi, che forse non prendeva sul serio neanche se stesso; che non amava le pose gladiatorie, che era uno scrittore che dissacrava la scrittura; che osservava con disincanto la stupidità del mondo, della vacuità delle sue fedi, della vanità di quanti si vogliano incoronare come sapienti. Ma è anche vero che la favola di Pinocchio è universale perché offre la possibilità adiverse interpretazioni. Fra le quali ha dignità di ascolto anche quella cattolica del cardinale Biffi,nel suo libro Contro maestro Ciliegia: commento teologico a “Le avventure di Pinocchio”, dove Pinocchio è visto in chiave evangelica. Tesi che se pur legittima, non ci sembra nello spirito del laicissimo, risorgimentale e forse “massone” Collodi, del quale già ci siamo occupati recentemente presentando al pubblico locale il nostro libro “Carlo Lorenzini, – Il padre d Pinocchio – a 200 anni dalla sua nascita”.
L’ edizione di questo Festival, dunque, spazierà dal mistero millenario della Sacra Sindone, definita come una folgorante “sintesi della storia di Gesù”, a “Pinocchio” di Carlo Collodi, alla “scultura gastronomica”, al giornalismo sportivo e d’inchiesta, fino all’essenzialità delle “canzoni bonsai”. Il nutrito programma, annunciato al pubblico è il seguente:
La Sacra Sindone: mercoledì 17 giugno alle ore 17, appuntamento nella chiesa di Santa Maria Bianca. Qui sarà esposta una copia a grandezza naturale della Sacra Sindone. Il prof. Bruno Barberis e don Francesco Bianchini terranno una conferenza sulla reliquia.
Mostra pittorica: mercoledì 17 giugno alle ore 21,15 presso il Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca saranno esposte 80 tavole di Roberto Innocenti dedicate alle peripezie dei personaggi principali del libro su Pinocchio. La mostra sarà aperta fino al 5 luglio.
Pinocchio e Collodi: di loro si parlerà giovedì 18 giugno, alla “Casa del Boia” (baluardo San Salvatore sulle Mura urbane ). Alle 17,00 Antonio Castronuovo, saggista e traduttore, tratteràdi aforismi e della brevità nella scrittura..
Alle 18:30 vi sarà l’inaugurazione della mostra, Pinocchio around the World, con la presentazione di Giordano Bruno Guerri. In essa vi sarà l’esposizione delle edizioni del capolavoro di Carlo Lorenzini, custodite nella Biblioteca Collodiana. Dopo la presentazione della mostra, Guerri terrà una conferenza dal titolo “1826-2026 Carlo Lorenzini Collodi – Due supereroi, Pinocchio e D’Annunzio”.
Alle 19:15 sarà la volta di un intervento più prettamente letterario di Daniela Marcheschi (docente, presidente dell’Edizione Nazionale delle opere di Carlo Lorenzini) dal titolo “Pinocchio, ragazzino per bene!… Le avventure di Pinocchio non finiscono come si è sempre creduto”. La giornata collodiana terminerà alle 21:30 con l’attore e cantante Peppe Servillo che leggerà alcune pagine tratte da “Le avventure di Pinocchio”, che raccontano “la ribellione” del burattino.
Il Caffè, il Giornalismo, la Televisione, ed altro, in sintesi: saranno gli argomenti trattati venerdì 19, sempre alla Casa del Boia, Alle 21.30 è prevista la cerimonia di consegna del premio alla carriera televisiva a Enzo Iacchetti, campione di sintesi con le sue “canzoni bonsai” del Maurizio Costanzo Show e la conduzione di “Striscia la Notizia”.
Lo chef intagliatore Claudio Menconi avrà lo spazio per mostrare al pubblico le sue sculture Sabato 20 giugno, alle ore alle 10. Alle ore 17, ancora giornalismo sportivo: “dal Bar Sport alle Cronache di Spogliatoio” con Michele Plastino ed Emanuele Corazzi. Alle 18:30 si assegnerà il Premio “Dillo in Sintesi – Marcello Petrozziello” per il giornalismo a Lucia Goracci, già corrispondente e responsabile della sede RAI di Istanbul, oggi inviata del Tg3. Il festival si chiude con la musica e Short cuts, venticinque composizioni brevi di altrettanti grandi compositori con il pianista Antonio Ballista.





