A Firenze la guerra agli affitti brevi, il Comune non poteva non sapere che cosa faceva la sua partecipata Montedomini
Il caso degli affitti turistici negli immobili della Asp Montedomini. Palazzo Vecchio non poteva non sapere, scrive La Nazione. Lo dimostra nero su bianco – a seguito di un accesso agli atti del consigliere di Spc Dmitrij Palagi – una pec recapitata il 10 novembre 2025 allo sportello unico per le attività produttive e alla direzione urbanistica in cui la società ’Siamo srl’ sollecita un “esito positivo per quanto riguarda la Scia per l’intero edificio di via Guelfa 83”.
Si legge: “Le 7 unità immobiliari dotate dei rispettivi Cir sono in corso di ristrutturazione e saranno frazionate a brevissimo in 12 unità immobiliari per essere destinate alle attività di locazione turistica breve”. E ancora: “Il bando era strutturato in modo tale che gran parte delle spese di ristrutturazione del complesso che era in pessimo stato di manutenzione fossero a carico del locatario autorizzato da proprietario dell’immobile (Montedomini) a svolgervi turistico ricettiva extra-alberghiera”. La Pec al Suap e alla Direzione Urbanistica di Siamo Srl termina con una sorta di ’raccomandazione’, se così si può definire: “Si ricorda che l’immobile è di proprietà pubblica e l’eventuale venir meno di una positiva soluzione della questione costituirebbe un grave danno economico per Asp Montedomini e più in generale per il pubblico patrimonio”. L’atteggiamento del Comune che, nonostante avesse ricevuto comunicazioni, oggi appare stupito è un’ anomalia che va ad aggiungersi alle tante altre.
Tante come le domande in sospeso: perché un ente pubblico che ha come finalità la gestione di case popolari e l’erogazione di servizi agli anziani ha permesso che appartamenti destinati alla residenza stabile finissero su Airbnb e Booking e cioè nel circuito degli affitti turistici brevi, tanto osteggiato da quel Palazzo Vecchio di cui l’Asp di via dei Malcontenti è braccio operativo? Chi ha autorizzato quella clausola nei contratti che ha aperto la ’porta’ agli affitti brevi stessi? E, ancora, come si concilia tutto ciò con la linea dura che proprio il Comune, porta avanti da mesi contro le locazioni brevi in città?





