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A Bologna la morte di Fakir diventa terreno di scontro politico, chieste le dimissioni del sindaco Lepore

“Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Adberrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine”. La premier Giorgia Meloni commenta così, sui social, gli scontri seguiti alla manifestazione per “chiedere verità e giustizia” ed esprimere vicinanza alla famiglia del 42enne morto domenica durante un intervento della polizia al Pilastro, popolare quartiere della città. Lo scrive il Resto del Carlino che riferisce le polemiche derivanti dalla morte di Fakir.

“Chi ha scelto di usare la vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco Bologna, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”, attacca Meloni. Che, pur senza citare mai il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, da più parti accusato di aver ‘alimentato’ la rabbia convocando subito la piazza, aggiunge: “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.

E sono proprio le presunte “responsabilità politiche”di Lepore il fulcro delle polemiche. Le dimissioni del primo cittadino, infatti, sono state richieste da più parti. La Lega, con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, ha presentato un esposto in Procura e una mozione di sfiducia: “Il sindaco ha convocato una manifestazione, e questa si è trasformata in quello che tutti hanno potuto vedere: si valuti se ci sono dei margini penali, amministrativi, perché un pubblico amministratore faccia queste cose e passi indenne”. Il Carroccio vuole anche ripresentare una legge per far pagare i danni delle manifestazioni a chi le organizza Fdi, da parte sua, attacca con il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami: “Lepore è un irresponsabile. Deve dimettersi. Ha devastato Bologna e continua a fare sempre peggio. A casa lui e il Pd”. I meloniani hanno presentato una raccolta firme e un altro esposto in Procura “per chiedere di accertare le responsabilità della guerriglia, compresa l’ipotesi di istigazione a delinquere”. Anche da Forza Italia non hanno dubbi: “Lepore fa l’attivista, non il sindaco – dicono gli azzurri in Regione –. Ci vuole un atto di responsabilità, la città è di tutti”.

Meno scontato l’affondo di Azione, con il leader Carlo Calenda: “Per grazia ricevuta non ci è scappato il morto, ma Lepore deve dimettersi”. E poi attacca il silenzio di Schlein sulla vicenda. Parlano il senatore Marco Lombardo ed Elisabetta Gualmini, eurodeputata ex Pd, indicata pure come possibile competitor anti-Lepore nel ’27: “Valeva la pena dividere la città? Mobilitare, di fatto, contro le forze dell’ordine?”.

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La stabilità di un governo è un

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