Troppe notizie infondate e Biffoni non partecipa ai confronti con gli altri candidati a sindaco di Prato
Matteo Biffoni (nella foto), candidato sindaco di Prato per il centrosinistra, non parteciperà a confronti con gli altri candidati. Lo dice a La Nazione. Dalla colonna sonora di “Ritorno al futuro” utilizzata per il one man show di apertura della sua campagna elettorale alla Camera di commercio a “Sound of silence”. Matteo Biffoni, sindaco per due volte di Prato, già deputato e presidente di Anci Toscana, ha scelto di non partecipare a confronti elettorali con gli altri cinque candidati a sindaci in corsa per le Comunali del 24 e 25 maggio prossimi. Come ha fatto in questi giorni, non sarà presente all’appuntamento che La Nazione e Tv Prato hanno organizzato per mercoledì 13 maggio al teatro Il Garibaldi. Adesso è ufficiale dopo che gli ultimi tentativi sono caduti nel vuoto. Niente da fare. Mister preferenze alle Regionali e attuale consigliere toscano dem ha scelto di non essere accanto a Gianluca Banchelli, Jonathan Targetti, Claudio Belgiorno, Enrico Zanieri ed Emilio Paradiso sul palco. La regia strategica della sua campagna elettoralecontinua a caratterizzare passo passo i suoi movimenti. Gli era stato consigliato di non fare confronti e così sarà anche se inizialmente Biffoni aveva lasciato aperto uno spiraglio al confronto del 13. Una scelta che ha già destato perplessità nel suo partito, tra i suoi fedelissimi. Non è piaciuto a parte del suo elettorato ed è finito nel mirino delle critiche degli suoi ’avversari’ politici. Questa la risposta di Biffoni all’invito ufficiale ricevuto nei giorni scorsi: “Nelle ultime settimane ho assistito con stupore alla scelta di più forze politiche e dei loro rappresentanti di fare della diffusione di notizie infondate, poi, come inevitabile che fosse, sconfessate dai fatti, il perno della propria comunicazione. Prato è inoltre diventata il teatro di faide interne a partiti e di tentativi estemporanei, fortunatamente limitati dalla corretta applicazione delle regole, di trovare ribalte non concesse altrove. Nonostante l’indiscussa serietà giornalistica di entrambe le testate, queste condizioni sono garanzia dell’impossibilità materiale di condurre un dibattito approfondito su questioni che contano come istruzione, economia, diritti, ambiente. Sul futuro di Prato, insomma”.





