#ESTERI #RADAR #ULTIME NOTIZIE

I Galles alla corte di Re Donald, il 4 luglio di William e Kate

Ariel Piccini Warschauer.

Mentre i fumi dell’incenso cerimoniale per la visita di Re Carlo oltreoceano non si sono ancora del tutto diradati, ecco che i radar della diplomazia reale puntano già verso un nuovo, clamoroso approdo. Il tam-tam che rimbalza tra le sponde dell’Atlantico suggerisce che per il 250° anniversario dell’Indipendenza americana, il prossimo luglio, il palcoscenico potrebbe non appartenere al sovrano, bensì alla “nuova ditta”: William e Catherine.

È un paradosso squisitamente storico, non trovate? Celebrare la cacciata di un Re inglese (il povero e ostinato Giorgio III) invitando a cena il suo futuro successore. Ma la Realpolitik, si sa, non teme le contraddizioni, specialmente quando a muovere le fila è l’inquilino della Casa Bianca.

Il fattore Trump

Non è un mistero che Donald Trump coltivi un’ammirazione quasi reverenziale per l’istituzione monarchica britannica. Warren Stephens, l’ambasciatore statunitense a Londra, lo ha sussurrato con la consueta cautela diplomatica: il Presidente ha per i Windsor un rispetto che rasenta la devozione.

Ma se con Carlo il rapporto è di stima istituzionale, con William la faccenda si fa più interessante. I due hanno già avuto modo di annusarsi, di studiarsi: prima a Windsor lo scorso settembre, poi tra le navate restaurate di Notre-Dame a Parigi. Trump vede nel Principe del Galles il volto moderno di quella tradizione che tanto lo affascina; William, dal canto suo, sa bene che il ruolo di un erede al trono è quello di un ambasciatore senza portafoglio, capace di ammaliare anche i leader più imprevedibili.

Diplomazia, Calcio e… Fantasmi Familiari

Il viaggio si prospetta come un equilibrismo perfetto tra il protocollo e il pop. Da un lato, le celebrazioni solenni del 4 luglio; dall’altro, la tentazione della Coppa del Mondo di calcio, che vedrà William – da sempre grande appassionato e patrono della FA – magari tifare in tribuna tra un impegno ufficiale e l’altro. Un modo per unire “l’utile al dilettevole”, come dicono a Kensington Palace.

Ma non si può ignorare l’elefante nella stanza: la California. Visitare gli Stati Uniti significa per William entrare nel giardino di casa del fratello ribelle, Harry. Un viaggio dei Galles sul suolo americano sarebbe il definitivo “scacco matto” mediatico: la dimostrazione plastica di chi detiene il vero soft power della Corona, proprio laddove i Sussex hanno cercato, con fortune alterne, di fondare il loro regno alternativo.

La decisione finale

Naturalmente, la valigia non è ancora fatta. La parola finale spetta al Foreign Office e alla prudenza dei consiglieri di corte. Bisognerà valutare lo stato di salute della Principessa Kate e, soprattutto, l’opportunità politica di una visita che rischia di oscurare qualsiasi altro evento diplomatico.

Ma una cosa è certa: se l’invito dovesse arrivare, sarebbe difficile dire di no. Perché non c’è niente che i Windsor amino di più che ricordare al mondo – e forse anche a se stessi – che, nonostante le rivoluzioni e i secoli trascorsi, il fascino di una corona brilla ancora più forte delle luci della Casa Bianca e del suo controverso inquilino. 

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti