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Centri estivi gratis, proposta di legge al consiglio regionale della Toscana

Dopo Nidi Gratis, la Toscana punta a introdurre anche i Centri Estivi Gratis. È la proposta presentata dal Gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il capogruppo Simone Bezzini; la consigliera regionale e presidente della commissione sviluppo economico Brenda Barnini; la consigliera e vicepresidente della commissione Istruzione Simona Querci; il vicecapogruppo Andrea Vannucci.

Il Gruppo Pd, attraverso la risoluzione “In merito all’introduzione di misure strutturali volte a favorire l’accesso dei minori ai centri estivi”, di cui è primo firmatario il capogruppo Simone Bezzini, propone una misura strutturale, con carattere universale, per sostenere le famiglie nell’accesso ai centri estivi e alle attività educative non formali nel periodo estivo, attraverso forme di gratuità o di agevolazione economica definite sulla base dell’Isee.

“Con questa proposta si punta a completare un pacchetto di iniziative a sostegno della genitorialità che, come Gruppo del Partito Democratico, abbiamo presentato nei primi sei mesi di questa legislatura: la mozione sulla sperimentazione del congedo paritario, l’introduzione del social freezing, a cui oggi aggiungiamo anche i centri estivi gratuiti. La Toscana è stata la prima regione in Italia ad attivare misure come Nidi gratis e Libri gratis, che vorremmo vedere rafforzate con politiche per un nuovo welfare –spiega il capogruppo Simone Bezzini–. Per questo chiediamo alla Giunta di avviare uno studio di fattibilità per realizzare la proposta, sulla base di criteri oggettivi e fasce Isee, prevedendo gratuità e agevolazioni. È una misura che tiene insieme il sostegno alle famiglie, per le quali i centri estivi rappresentano oggi un costo significativo anche in relazione all’organizzazione della vita quotidiana, e un importante valore socioeducativo. Queste esperienze consentono infatti ai ragazzi di vivere momenti di socializzazione, stare con i propri coetanei, partecipare ad attività formative e scoprire o coltivare un talento. Rendere gratuiti o agevolare l’accesso ai centri estivi -continua Bezzini- significa garantire a tutte le bambine e i bambini, indipendentemente dalla condizione economica delle famiglie, la possibilità di partecipare. È un aiuto concreto che vogliamo dare alle famiglie e, allo stesso tempo, un’importante opportunità di crescita per i più piccoli, che vorremmo vedere realizzata anche a livello nazionale.” 

“Dal giorno in cui finiscono le scuole, l’organizzazione del tempo dei bambini e delle famiglie diventa una questione centrale e i centri estivi sono a tutti gli effetti uno strumento essenziale per tenere insieme i tempi di vita e di lavoro – spiega Barnini –. Il costo dei centri estivi rappresenta oggi una delle voci più pesanti nei bilanci familiari, soprattutto per chi ha più figli. Per questo abbiamo voluto portare questo tema al centro del dibattito: la Regione può fare la propria parte, sostenendo in particolare i nuclei con Isee più basso e, allo stesso tempo, sollecitiamo il Governo e il Parlamento affinché venga approvato e reso operativo il fondo nazionale stabile da circa 200 milioni di euro a sostegno delle famiglie”.

“Nella scorsa legislatura la Toscana ha messo in campo misure importanti a sostegno delle famiglie e del diritto allo studio. Oggi vogliamo fare un passo in più, affrontando una questione che incide concretamente sulla vita quotidiana delle famiglie, soprattutto di quelle che non possono contare su un welfare familiare solido – continua Vannucci –. Dopo Nidi Gratis e Libri Gratis, l’obiettivo è estendere questo percorso anche ai centri estivi, garantendo un servizio accessibile a tutte le famiglie che ne hanno bisogno. Parliamo di una misura che ha un valore educativo e sociale molto forte e che si inserisce nel solco delle politiche regionali per l’accesso ai servizi e la libertà di scelta”.

“Rendere gratuiti i centri estivi è un obiettivo che rafforza il percorso di contrasto alle disuguaglianze e di valorizzazione della formazione come strumento di coesione sociale – dichiara Querci –. Per renderlo concreto abbiamo pensato a una misura strutturale e universale, fondata su criteri chiari e applicabile in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. I centri estivi rappresentano un’opportunità importante di socializzazione e crescita e mettono in relazione tutti i soggetti coinvolti nei percorsi educativi: scuole, enti locali, terzo settore. In questo quadro la Regione può svolgere un ruolo determinante nel costruire un sistema più equo e accessibile”.

Sul piano regionale, la risoluzione impegna la Giunta a predisporre, compatibilmente con le risorse disponibili, un progetto di fattibilità finalizzato all’introduzione di una misura stabile che favorisca l’accesso delle famiglie ai centri estivi e alle attività educative non formali nel periodo estivo.

L’obiettivo è definire un intervento strutturale fondato su criteri oggettivi e parametri economici legati all’Isee, in grado di prevedere forme di gratuità o di agevolazione per le situazioni di maggiore svantaggio e di garantire, attraverso il coinvolgimento degli enti locali, delle istituzioni scolastiche e dei soggetti del Terzo settore, condizioni di accesso il più possibile omogenee su tutto il territorio regionale.

Dall’altro lato, la proposta guarda anche al livello nazionale e impegna la Regione ad attivarsi affinché sia completato l’iter della proposta di legge già approvata in prima lettura dalla Camera dei Deputati il 22 gennaio 2026 e attualmente all’esame del Senato. Il provvedimento prevede l’istituzione di un fondo nazionale pari a 200 milioni di euro annui, destinato agli enti locali per promuovere e sostenere, con il coinvolgimento del Terzo settore e delle istituzioni scolastiche, attività educative e ricreative non formali rivolte ai minori, a partire proprio dai centri estivi.

In questo quadro, la risoluzione sollecita anche il Governo ad adottare, già nelle more dell’approvazione definitiva della legge, misure strutturali capaci di garantire risorse certe e continuità agli interventi su scala nazionale.

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