#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Crosetto incredulo di fronte alla volontà di Trump di ridurre le truppe in Italia

Ariel Piccini Warschauer.

Un nuovo terremoto scuote l’asse transatlantico. Donald Trump torna a minacciare il ritiro dei contingenti militari statunitensi dal suolo europeo e questa volta il mirino è puntato dritto sull’Italia. “Roma non è stata di alcun aiuto, il ritiro delle nostre truppe è probabile”, ha tuonato il Commander-in-Chief dalla Casa Bianca, estendendo l’ultimatum che già pendeva sulla Germania anche alla Spagna, definita senza mezzi termini “terribile”.

L’affondo del Tycoon

Al centro della furia presidenziale c’è la gestione della crisi in Iran. Trump, che ha recentemente riunito i vertici militari avvertendo Teheran che “la tempesta sta arrivando”, non ha perdonato agli alleati storici quella che considera una mancanza di supporto strategico e militare. A chi gli domandava se il disimpegno americano potesse colpire anche le basi in Italia e Spagna, il Tycoon ha risposto con un secco “probabilmente”. Un’ipotesi che, se confermata, metterebbe a rischio la permanenza dei circa 13.000 soldati americani attualmente dislocati nelle basi della Penisola.

La replica di Crosetto

La risposta del governo italiano non si è fatta attendere. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha accolto con stupore e fermezza le dichiarazioni provenienti da Washington. “Non ne capirei le ragioni”, ha replicato il titolare di Palazzo Baracchini, sottolineando come l’Italia abbia sempre garantito il proprio supporto alla sicurezza internazionale. “Abbiamo dato la nostra piena disponibilità anche per una missione volta a proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha ricordato Crosetto, ribadendo che l’impegno italiano non può essere messo in discussione da analisi che appaiono “superficiali”.

Asse nel caos

Il clima si fa sempre più teso anche nel resto d’Europa. Prima dell’affondo contro l’Italia, Trump aveva pesantemente attaccato il cancelliere tedesco Merz, invitandolo a “occuparsi dell’Ucraina e del suo Paese in rovina” piuttosto che interferire con la linea americana sull’Iran. In Spagna, dove stazionano circa 4.000 militari Usa, il nervosismo è alle stelle.

Mentre il Pentagono valuta i piani di ridispiegamento, a Roma si cerca di capire se quella di Trump sia l’ennesima mossa negoziale aggressiva o l’inizio di un reale smantellamento della presenza Nato nel Mediterraneo. Un’incognita che pesa come un macigno sulla stabilità geopolitica del continente.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti