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Se Mario Draghi può dare un ruolo all’Europa

Per Mario Lavia su Linkiesta la persona che può “fare qualcosa” per uscire dall’impasse politica e dare un ruolo all’Europa è Mario Draghi (nella foto). Lo scrive chiaro e tondo. Avrà ragione?

Draghi continua a essere chiamato per indicare la via d’uscita da questa impasse politica, aggravata dall’ostilità americana, e ogni volta lui risponde e torna a spiegare che cosa bisognerebbe fare per far tornare grande l’Europa, fino a quella volta che, ai parlamentari europei che gli chiedevano quale fosse l’ordine delle riforme necessarie da adottare, ha risposto «quale sia l’ordine non lo so, ma per favore, it’s time to do something. You decide what, but please do something: you can’t spend all your time saying no».

È il «Do something», «fate qualcosa», che da allora troneggia sotto la nostra testata, e che ora abbiamo capito quale sia. Oggi, di fronte al mondo a pezzi minacciato da Trump, da Putin, dai loro seguaci, e dall’intelligenza artificiale, il qualcosa da fare più urgente è affidare la guida politica dell’Europa al nostro Signor Wolf in modo da trasformare l’attuale confederazione di Stati dell’Ue in un’Europa federale, in quegli Stati Uniti d’Europa che immaginarono i padri fondatori del progetto europeo.

Per questo, va trovato il modo di coinvolgere direttamente Mario Draghi nella stanza dei bottoni, non importa se come presidente della Commissione o del Consiglio europeo. Oppure come leader di un nucleo più ristretto e coeso di paesi di un’alleanza politica e militare europea a due velocità rispetto ai 27 dell’Ue, come è stato già fatto in passato con la moneta unica (Area Euro) e l’abolizione delle frontiere (Spazio Schengen).

Il «Do something» più urgente e necessario è Draghi per l’Europa, Draghi in Europa, per affidargli la risposta del mondo libero al caos generato da Trump e Putin.

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