Linea dura del ministro Giuli sulla Biennale di Venezia, non andrà all’inaugurazione
Il Ministero della Cultura ha reso noto che il ministro Alessandro Giuli non si recherà a Venezia nelle giornate di pre-apertura della 61ma Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia (6-8 maggio), né parteciperà alla cerimonia di inaugurazione del 9 maggio. L’annuncio arriva dopo le polemiche per il ritorno della Russia alla Biennalee rimarca una presa di distanza del titolare del MiC, visto che nel 2024 il suo predecessore Gennaro Sangiuliano, aveva invece presenziato agli incontri istituzionali del segmento inaugurale.
Del resto già a inizio marzo Giuli aveva preso le distanze dalla scelta del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, con cui aveva lavorato insieme al Foglio, e in seguito ha anche chiesto i documenti relativi alla presenza russa per valutare se vi fossero violazioni delle sanzioni imposte a Mosca per la guerra in Ucraina. La Russia non era più stata presente alla Biennale dopo l’invasione dell’Ucraina: nel 2022 gli artisti Alexandra Sukhareva e Kirill Savchenkov avevano chiuso lo spazio espositivo definendo la guerra in Ucraina “insopportabile” e nel 2024 Mosca aveva persino ceduto il proprio padiglione alla Bolivia. Quest’anno è tornata con un padiglione russo che raccoglie 50 artisti tra musicisti, poeti e filosofi. La riammissione della Russia ha indotto l’Ue a minacciare di sospendere i finanziamenti per 2 milioni di euro alla Biennale, destinati a progetti per il cinema.





