Medici lucchesi nell’età giolittiana
Roberto Pizzi.
Fra i medici che interessano le nostre ricerche nel periodo storico indicato nel titolo si colloca la figura di Edoardo Bonardi (Laino, Como:1860-1919), medico naturalista legato al socialista Filippo Turati e all’ambiente del suo periodico “Critica sociale”. Fu un personaggio importante nella storia della sanità: si era laureato in Scienze naturali, poi in Chimica e infine in Medicina e Chirurgia, stabilendosi a Lucca nel 1891, per ricoprire la carica di Sovrintendente dei regi Ospedali locali, dopo essere stato insegnante a Pavia e all’università di Pisa. Fu un uomo di scienza che apportò la lucidità della sua formazione di stampo evoluzionistico-scientifico. Praticamente, a Lucca, fu l’iniziatore della medicina sociale e grazie alla sua intraprendenza il sistema ospedaliero locale venne a dotarsi dei moderni strumenti di analisi e diagnostica. Nel 1897 la Croce VerdePubblica Assistenza affidò alla sua direzione un ambulatorio medico per le visite gratuite ai poveri.Bonardi fu anche uomo politico che si rifaceva al pensiero positivistico di Cattaneo e niente era più lontano dalla sua visione razionalistica delle processioni religiose delle folle lucchesi. Sosteneva l’idea di una rivoluzione pacifica, respingendo il ricorso alla violenza e vedeva nell’educazione morale ed intellettuale del popolo l’unico mezzo per affrettare l’avvento di una società migliore. Era suo convincimento la necessità un’alleanza con altri movimenti politici affini e ciò lo portò a scontrarsi con gli intransigenti che nel suo partito facevano un dogma della lotta di classe. Sulla “Critica Sociale” di Turati stigmatizzò i vizi di una sinistra dall’incerto futuro. Egli chiedeva ai suoi compagni: “credete che la società borghese sia un tutto omogeneo? Che repubblicani, radicali, democratici, conservatori, preti, siano la stessa cosa?…che fra il partito repubblicano, che accetta il vostro programma minimo, che vi garantisce l’onestà delle amministrazioni, la libertà, la cultura scientifica per il popolo, ed il partito clericale che (…) mira a riprendere la direzione della società ed a sostituire l’Indice al libero esame, il catechismo alla scienza, credete proprio che fra questi due partiti borghesi non ci sia alcuna differenza? Qualche anno di impero del catechismo e poi, cari compagni me lo saprete dire se il problema clericale non ha importanza pel socialismo. La futura reazione clerico-moderata sarà molto più abile ed il suo metodo principale sarà la narcotizzazione del cervello per mezzo del pietismo. Intanto si è incominciato con una stolta e criminale campagna contro la scienza: il resto verrà poi”. Bonardi fu candidato senza successo alle elezioni politiche del 1895 nel collegio di Como e nel 1898, nel clima di un colpo di stato reazionario che avvolgeva il paese, veniva condannato – conoscendo anche la galera – per un articolo da lui scritto sul “Lavoratore comasco”. Nel 1899, lasciata definitivamente Lucca, fu chiamato a Milano come primario dell’Ospedale Civile. Nel capoluogo lombardo divenne consigliere comunale e nel 1913 ottenne il mandato parlamentare col Partito Socialista (nella XXIV legislatura). Alla fine della Grande Guerra venne nominato membro della Commissione governativa incaricata di studiare le misure necessarie per la ricostruzione postbellica. Morì nel suo paese natale nel 1919. Fu affiliato alla Massoneria e figura negli elenchi della loggia Charles Darwin di Pisa.
Di questo mondo laico del Libero Pensiero, che trovava sbocco quasi naturale nelle logge massoniche, fecero parte a Lucca anche il prof. Arturo Guarneri e il dottor Romagnoli, esponenti di punta del “blocco” dei partiti popolari cittadini.
Arturo Guarneri (1856 – ?) fu un noto chirurgo, primario dei Regi Ospedali di Lucca. Nel 1913 si trasferì per una decina d’anni a S. Paolo del Brasile dove diresse un ospedale ed una clinica locale. Era stato a capo del Partito Radicale lucchese, poi consigliere dell’Amministrazione provinciale dal 1909 al 1912, presidente della Croce Verde Pubblica Assistenza lucchese e della Società Medica Lucchese. Fece parte della loggia “Francesco Burlamacchi”, condividendo le esperienze politiche, quelle massoniche e di socio della Croce Verde, con l’altro medico Umberto Romagnoli (1867-1922), primario della sezione di “Terapia Fisica”, radiologo ricordato per avere impiantato nel 1907 il primo apparecchi a raggi X nell’ospedale di Lucca.





