Tel Aviv sotto il fuoco, l’Iran colpisce nel cuore di Israele
Ariel Piccini Warschauer.
La pioggia di fuoco di Teheran non ha risparmiato il cuore di Israele. In quello che appare come uno degli attacchi più feroci degli ultimi giorni, il regime degli Ayatollah ha lanciato un massiccio sbarramento di missili balistici, bucando in più punti lo scudo difensivo e portando la morte tra le strade di Ramat Gan e nei pressi della stazione ferroviaria Savidor di Tel Aviv. Il bilancio è tragico: due morti e decine di feriti, un monito di sangue che sposta l’asticella del conflitto verso un punto di non ritorno.
Sangue sulle banchine
Le immagini che arrivano da Tel Aviv sono quelle di una guerra totale che per i generali iraniani non distingue più tra obiettivi militari e civili. Una coppia di settantenni è stata letteralmente travolta dalle schegge mentre tentava di raggiungere un rifugio a Ramat Gan: per loro non c’è stato nulla da fare. Altri impatti sono stati registrati nei pressi dello snodo ferroviario di Savidor Center, uno dei punti più frequentati della metropoli, dove il boato delle esplosioni ha seminato il panico tra i pendolari.
Secondo le prime ricostruzioni della polizia israeliana, sono almeno otto i siti d’impatto accertati. Nonostante l’efficienza dell’Iron Dome e del sistema Arrow, la tattica di saturazione impiegata dall’Iran — il lancio simultaneo di centinaia di vettori — è riuscita a causare danni strutturali e vittime tra i civili israeliani.
La minaccia si fa totale
Non è più “guerriglia per procura”. L’attacco di oggi conferma che l’Iran ha deciso di giocare a carte scoperte, colpendo le infrastrutture vitali e la popolazione dello Stato ebraico. “Una notte terribile”, ha commentato il sindaco di Ramat Gan, Carmel Shama Hacohen, descrivendo scene di devastazione urbana che l’Occidente farebbe bene a non ignorare.
Mentre le squadre di soccorso del Magen David Adom scavano tra i resti dei missili e i vetri infranti, la domanda che corre nei corridoi del potere a Gerusalemme è una sola: quale sarà l’entità della rappresaglia? Israele non può permettersi di veder cadere i propri cittadini sotto i colpi di un regime che ha giurato la sua distruzione. La risposta, promettono fonti della Difesa, sarà “terribile e precisa”.





