#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

Povero centrosinistra, nemmeno la guerra unisce le varie anime

Nemmeno un momento drammatico come quello che stiamo attraversando – scrive su La Stampa Federico Geremicca – è riuscito a rimuovere le linee di frattura che segnano da tempo il profilo del centrosinistra. Ancora una volta quattro posizioni e risoluzioni diverse nel voto in Parlamento: e la circostanza non ha prodotto il solito danno, giusto perché proprio sulla guerra in Iran il governo in carica ha toccato il suo punto più basso. Ma tirare un sospiro di sollievo non rimuove la necessità di superare uno stato delle cose che dovrebbe preoccupare. È inquietante il fatto che il manifestarsi di tali divisioni ormai non sorprenda nemmeno più: è come se venisse dato per scontato. È vero, la politica estera è il campo sul quale le distanze si manifestano con maggior nettezza: ma è anche il terreno sul quale una coalizione che si candida alla guida del Paese – soprattutto in una fase come questa – o trova una sintesi o è facilmente vulnerabile. Il problema è evidente da anni (l’invasione dell’Ucraina lo ha solo amplificato) e non è certo l’unico. Ma si fa come se non esistesse. Inoltre, con l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche, c’è un’altra questione – da tempo sottotraccia – che comincia ad emergere in tutta la sua eccentricità: intendiamo la leadership del cosiddetto campo largo e la conseguente candidatura a premier. Definiamo la questione «eccentrica» perché sia il buonsenso che la logica politica vorrebbero che tale ruolo fosse ad appannaggio del leader del partito maggiore (come accade da sempre a destra). Eppure, le tensioni tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sono sempre più evidenti: e l’ipotesi di affidare la decisione a primarie di là da venire sembra – ad oggi – soprattutto un modo per rinviare una scelta che si è fatta difficile come mai. Conte ha rimesso la pochette da premier, e per la Schlein non è un buon segno; Elly, del resto, ha già annunciato che – da leader del partito più forte – passi indietro non ne farà. Con queste premesse, la tensione rischia di crescere ulteriormente, per esplodere giusto nella sfida delle primarie (se davvero si finirà lì): il che, per tanti motivi, potrebbe non essere un buon affare”.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti