#ESTERI #ULTIME NOTIZIE

Libano in fiamme, mezzo milione in fuga da Hezbollah

Ariel Piccini Warschauer.

L’ordine è perentorio, il boato è incessante. Il sud del Libano, per decenni santuario inespugnabile di Hezbollah, si sta svuotando sotto il peso di un’offensiva israeliana che non concede tregua. Secondo le ultime stime riportate dal Jerusalem Post, quasi 500.000 sostenitori e civili legati alla galassia del “Partito di Dio” hanno abbandonato le proprie case nelle ultime ore, dirigendosi verso nord in una colonna di disperazione che segna il collasso della profondità strategica dei miliziani sciiti.  

L’Idf non ha ancora rilasciato un bilancio ufficiale definitivo, ma i numeri che filtrano dai comandi operativi parlano di una pioggia di fuoco senza precedenti: circa 450 attacchi aerei hanno martellato depositi di munizioni, centri di comando e rampe di lancio occultate tra le abitazioni civili. È la “resa dei conti” che Gerusalemme aveva preparato per mesi nei bunker sotterranei della Kirya, il quartier generale della Difesa a Tel Aviv, dove gli ufficiali israeliani hanno affinato i piani per neutralizzare la minaccia iraniana ai propri confini.  

Non sono solo i civili a fuggire. Fonti d’intelligence confermano che decine di ufficiali dell’IRGC, i Guardiani della Rivoluzione iraniana, hanno lasciato in fretta e furia Beirut. La capitale libanese, e in particolare il sobborgo di Dahiyeh, non è più un rifugio sicuro. Mentre i droni israeliani oscurano il cielo, Hezbollah tenta una reazione disperata, intimando ai residenti israeliani entro i 5 chilometri dal confine di evacuare le proprie città. Ma è una minaccia che appare sbiadita di fronte alla devastazione che sta colpendo le infrastrutture del terrore.  

La strategia di Israele è chiara: tagliare i nervi e i muscoli di Hezbollah prima che l’Iran possa correre in soccorso del suo braccio armato più potente. “Hanno commesso un errore strategico, ora ne pagano il prezzo”, ha commentato l’establishment militare israeliano. Intanto, il Libano meridionale diventa una terra di fantasmi, dove le bandiere gialle del movimento di Nabih Berri e dei miliziani di Hezbollah sventolano ormai solo su macerie fumanti. La guerra, quella vera, è appena iniziata.  

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti