Del Vecchio fa l’ingresso nel gruppo editoriale che vuole diventare numero uno
Il Resto del Carlino e La Nazione hanno descritto la prima volta di Leonardo Maria Del Vecchio nella sede del gruppo editoriale di cui è diventato editore.
“È la prima volta che varco questa soglia: voglio imparare a conoscervi, voglio imparare da voi, sono contento di avere accanto a me una famiglia che ha dedicato anni all’editoria e creato un gruppo riconosciuto e stimato su tutto il territorio. Penso che da qui, grazie al lavoro svolto, si possa fare un grande step. Siamo qui per diventare i numeri uno”. L’imprenditore ed editore Leonardo Maria Del Vecchio ha avuto il primo contatto con la sede bolognese di Quotidiano Nazionale – il Resto del Carlino. EN edita anche La Nazione, Il Giorno e Luce!.
Del Vecchio ha incontrato la famiglia Riffeser e poi, nella redazione di via Mattei e nell’aula intitolata a Marco Biagi, con la direttrice Agnese Pini ha salutato e conosciuto alcuni dipendenti e rappresentanze sindacali, che hanno consegnato all’editore una lettera.
“Sono un giovane imprenditore e le generazioni più giovani non hanno avuto il piacere dell’inchiostro, di sporcarsi le dita. Ricordo quando mio padre aveva il giornale e voleva essere il primo ad aprirlo – ha detto Del Vecchio –. La storia è ciclica e vedo già un cambiamento nel mondo dell’editoria. Un mondo importante, fatto di responsabilità civica e impegno, come accade per i medici. Non si può permettere che l’informazione venga strumentalizzata o estremizzata per far sì che qualche tiktoker abbia più follower o visualizzazioni. Gli algoritmi prediligono gli estremi, quindi più la spari grossa più vieni ascoltato: ma le polarizzazioni agli estremi, estremi di qualsiasi colore e bandiera, sono pericolose. Soprattutto per i giovani”.
Per Andrea Riffeser Monti, presidente e ad di Editoriale Nazionale, “si può credere ancora nell’editoria, Del Vecchio ha creduto in noi. E’ un giovane imprenditore che ha voglia di investire e crede nel valore delle nostre testate e nel lavoro svolto in questi anni”. Riconoscendo il sacrificio delle redazioni e dei giornalisti, Del Vecchio ha poi tenuto a precisare come “questo sacrificio debba essere veicolato anche con i nuovi mezzi: intelligenza artificiale, tecnologia e social media possono aiutare. Ma fondamentali sono persone, firme, professionalità e autorevolezza”.


