Intelligenza artificiale, tra fisco e contribuenti nulla sarà come prima
“L’intelligenza artificiale sta facendo il suo ingresso nel rapporto tra fisco e contribuenti. E nulla sarà più come prima”. Ne scrive Marino Longoni su Italia Oggi osservando che “se fino ad ora i dirigenti dell’Agenzia delle entrate e lo stesso ministro dell’economia nei loro interventi pubblici erano stati molto cauti sull’utilizzo di questo strumento, in un documento del ministero dell’economia, diffuso pochi giorni fa, l’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028, l’uso dell’IA viene esplicitamente ammesso e valorizzato su più fronti. A cominciare naturalmente dai controlli delle dichiarazioni dei redditi, che saranno ottimizzati ‘anche attraverso l’analisi del rischio supportata dall’intelligenza artificiale, per verificare la correttezza dei dati indicati nelle dichiarazioni, e per accelerare le procedure di rimborso spettanti ai contribuenti’. L’IA ovviamente sarà usata anche ‘per migliorare l’attività di accertamento degli imponibili e di recupero di gettito’ con ‘tecniche di intelligenza artificiale, quali il machine learning, il text mining e il network analysis’, e per ‘il contrasto ai fenomeni illeciti connessi alle movimentazioni di denaro contante’. E poi per il ‘completamento della mappatura territoriale, basata sulla fotointerpretazione di immagini aeree anche mediante l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, ai fini dell’emersione degli immobili che non risultano dichiarati in Catasto’. In teoria con l’IA e l’aerofotogrammetria è possibile, senza muoversi da una scrivania, identificare milioni di immobili abusivi (che poi lo si faccia veramente è un altro discorso). C’è anche qualche vantaggio per il contribuente, perché l’IA potrà essere utilizzata per velocizzare i rimborsi fiscali a basso rischio e per ridurre ‘gli oneri amministrativi per cittadini e imprese’. Ci si riferisce, probabilmente, al sempre maggior utilizzo da parte delle Entrate delle dichiarazioni precompilate, che con l’uso dell’intelligenza artificiale dovrebbero diventare sempre più ampio e dettagliato. Facile prevedere che – conclude Longoni – una volta che sarà riuscito a organizzare con l’IA in modo veloce ed efficiente la quantità enorme di dati che già possiede, l’evasione fiscale diventerà praticamente impossibile”.





