Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Esteri

L’apocalisse del regime di Teheran: Trump annuncia la fine dell’arsenale dei pasdaran

President Donald J. Trump speaks with Secretary of Defense James Mattis and other senior leaders of the armed forces at the Pentagon in Washington, D.C., Jan. 27, 2017. (DOD photo by U.S. Air Force Staff Sgt. Jette Carr)

Ariel Piccini Warschauer.

Il rumore dei jet che solcano i cieli del Medio Oriente non è mai stato così assordante, ma è nelle parole che rimbalzano da Washington che si legge il destino di un’era. Mentre le operazioni “Epic Fury” e “Roaring Lion” continuano a martellare il cuore pulsante del potere militare iraniano, Donald Trump rompe gli indugi con una dichiarazione che sa di sentenza definitiva: «Il regime è alla fine. Stanno finendo i missili, stanno finendo i posti da cui spararli».

La terra bruciata

Non è solo retorica elettorale o muscolarismo da Casa Bianca. I dati che filtrano dai comandi dell’IDF a Tel Aviv tratteggiano una mappa della devastazione senza precedenti. In meno di una settimana di raid congiunti, circa 300 lanciatori mobili e siti di silos interrati sarebbero stati neutralizzati. La strategia della “decapitazione tecnologica” sta funzionando: colpire non solo le testate, ma l’infrastruttura logistica che permette a Teheran di proiettare la sua ombra sul Golfo Persico.

«Vengono decimati», ha ribadito Trump in un’intervista a Politico. Il Presidente descrive un Iran con le spalle al muro, costretto a una difesa disperata mentre le scorte di munizioni di precisione americane – rimpinguate da ordini di emergenza alle industrie della difesa – sembrano, nelle sue parole, «illimitate».

Il tramonto dei negoziati

Il cambio di passo rispetto al passato è radicale. Se un tempo la diplomazia cercava faticosamente spiragli tra le sanzioni, oggi il linguaggio è esclusivamente cinetico. Per Trump, il tempo del dialogo è scaduto: «È troppo tardi per negoziare». L’obiettivo dichiarato non è più il contenimento, ma l’annientamento della capacità offensiva iraniana. Marina, aviazione e programmi missilistici sono finiti nel mirino di una morsa che non accenna a allentarsi.

L’incognita della risposta

Tuttavia, tra i corridoi delle cancellerie europee e nei bunker di Teheran, la domanda resta una: quanto è profondo davvero l’arsenale del regime? Se è vero che i siti di lancio sono sotto assedio, la dottrina della “difesa asimmetrica” dei Pasdaran ha sempre fatto affidamento sulla dispersione e sul sacrificio. Ma con i cieli dominati dai caccia di quinta generazione e l’intelligence satellitare che mappa ogni movimento nel deserto del Dasht-e Kavir, lo spazio di manovra per l’Ayatollah si sta riducendo a un vicolo cieco.

L’Iran “sta finendo i posti da cui sparare”, dice il tycoon. Se così fosse, non staremmo assistendo solo a una campagna militare, ma al crollo dell’architettura di potere che ha dominato la regione negli ultimi quarant’anni. Resta da capire se, nell’angolo, il regime sceglierà il silenzio o un ultimo, disperato ruggito.

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ESTERI

Tutte →