Nadia e Caterina, il nome del nuovo ponte di Firenze
Alle una e 4 minuti del 27 maggio 1993 un boato sordo squarciò la notte tipieda di Firenze. Quel diavolo di fuoco si divorò la vita di cinque persone. Quella del giovane studente spezzino Dario Capolicchio, di Fabrizio Nencioni e della moglie Angela Fiume e delle loro due bambine. Di Nadia, 9 anni, e di Caterina nata appena 50 giorni prima della strage mafiosa che stravolse la città. ’Vivono tutti nel cuore dei fiorentini’ c’è scritto nella targa che ricorda la strage di 33 anni fa. Una ferita lacerante ancora cucita sotto la pelle di una comunità. Scrive La Nazione.
Ecco perché non stupisce che nel sondaggio lanciato sui canali social dalla sindaca Sara Funaro sulla denominazione da attribuire al nascente ponte che entro l’estate allaccerà Gavinana a Bellariva il maggior numero di voti sia andato, almeno finora, alle piccole sorelle Nencioni. Dei quasi diecimila voti (9.641) registrati a mezzogiorno di ieri 3.408 (il 35,3% del totale) sono andati a Caterina e Nadia.
Ma a testimonianza di una città che guarda al futuro ma ha ancora le sue ancore ben salde nella memoria ci sono i tantissimi voti (2.888, pari al 29,9%) andati finora a Gilda Larocca, figura simbolo della Resistenza fiorentina, arrestata nel 1944, torturata a Villa Triste, e poi deportata. Piace molto anche l’opzione di del premio Nobel Rita Levi Montalcini (2.449 voti, al 25,4%). Più distaccata Tina Anselmi che finora ha ottenuto il 9,3% delle preferenze pari a 896 voti.


