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Per gli insegnanti gli affitti di Firenze sono insostenibili

Firenze rischia di diventare una città sempre più difficile per chi insegna. Affitti altistipendi fermi e precariato cronico stanno creando un cortocircuito che incide direttamente sulla qualità della scuola. A lanciare l’allarme è Emanuele Rossi della Flc-Cgil, che fotografa una situazione ormai strutturale. Ne parla La Nazione.

«Ci sono vari problemi – spiega –. Chi lavora nella scuola oggi ha uno stipendio povero, molto inferiore all’inflazione. L’ultimo contratto, firmato a dicembre, ha portato a un aumento del 6% a fronte di un’inflazione che ha toccato il 18%. È un impoverimento evidente». 

A questo si aggiunge la mancata stabilizzazione dei docenti. «Negli anni non si è mai arrivati a coprire tutti i posti vacanti con assunzioni stabili. È una miopia del ministero che continua a non risolvere il problema. Così ogni anno, a Firenze, ci troviamo con tantissimi precari costretti a cercare un tetto». 

I numeri parlano chiaro. Un docente precario percepisce in media 1.400 euro netti al mese. Un monolocale a Firenze oscilla tra i 550 e i 680 euro, quando si trova. Per un bilocale, minimo 800, anche mille euro, tant’è che ci sono insegnanti costretti a condividere la casa con i colleghi, come fossero giovani fuori sede dell’Università. Umiliante.

«Nei casi più fortunati, metà stipendio se ne va per l’affitto – continua la sua analisi il sindacalista – Poi ci sono bollette, spesa, trasporti. Alla fine, è evidente, si arriva a far pari, salvo imprevisti». 

Ancora più critica la situazione dei collaboratori scolastici. «Prendono poco più di mille euro netti. Rischiano di andare sotto, di non farcela proprio». Il problema, sottolinea Rossi, non è solo salariale. «Le politiche pubbliche sugli alloggi non sono adeguate a far fronte a questo fenomeno sociale. Invece di continuare a puntare sul turismo abbiente e sugli student hotel, bisognerebbe fare di più, rispetto a quanto finora fatto, per garantire ai lavoratori poveri alloggi accessibili sul territorio». Le conseguenzedell’odissea alloggi si vedono già nelle scuole. «Molti lavoratori evitano Firenze. Parlo della città, ma anche di Fiesole, del Mugello o del Chianti, dove già ci sono istituti costretti a prendere personale non laureato o comunque non in graduatoria pur di coprire le classi, perché i supplenti non vogliono andare» dove fanno fatica a vivere.

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