Il decreto legge sulle bollette vale 5 miliardi fra risparmi e benefici per famiglie e imprese
L’atteso decreto legge sulle bollette mercoledì 18 ha avuto il via libero dal Com. Per la premier Giorgia Meloni vale 5 miliardi di euro fra risparmi e benefici per famiglie ed imprese ma a sorpresa contiene anche un aumento del 2% dell’Irap per le aziende energetiche, per finanziare il taglio degli oneri di sistema in bolletta. Una decisione che ha portato ad un crollo in borsa di tutto il comparto delle utility: secondo gli analisti l’introduzione di misure fiscali e regolatori e potrebbe comprimere margini e utili delle società produttrici e distributrici di energia, spaventando così gli investitori. Ai microfoni di Class Cnbc il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, spiega che «quello che sta avendo in borsa con i titoli del comparto energetico sono oscillazioni del tutto naturali, sia per l’effetto della tassazione sia probabilmente, per effetto dell’ipotesi sul contratto a lungo termine di un intervento rispetto agli Ets. E un fatto di mercato ordinario». L’intervista, riportata su Milano Finanza di sabato 21 febbraio da Janina Landau, è l’occasione per entrare nel merito di alcuni aspetti del decreto. Domanda. Ministro quali saranno le novità per gli italiani e per le imprese? Risposta. Ci saranno novità regolatorie che riguarderanno sia il sistema del gas sia il sistema elettrico. Si interviene per accelerare la connessione alla rete favorendo lo sviluppo delle rinnovabili e la razionalizzazione delle procedure per la realizzazione dei data center e, non da ultimo, ci saranno cambiamenti sostanziali anche per quanto concerne la parte economica delle bollette delle famiglie e delle imprese. Ad esempio, sui costi dell’elettricità, oltre a interventi a favore di tutti gli utenti, è stato previsto un bonus per i soggetti più vulnerabili. Secondo i dati Arera, si tratta di una platea di 2.700.000 famiglie. Importanti saranno le ncadute anche sulle imprese, in particolare sulle pmi, che vedranno un abbassamento generalizzato dei costi di circa 17 euro e mezzo al megawattora che può portare ad una riduzione del 15% del prezzo della componente energia. Abbiamo, inoltre introdotto un aumento dell’Irap per le grandi imprese del comparto energetico a sostegno di un taglio degli oneri in bolletta per le piccole e medie imprese. Prevediamo, infine, un abbassamento complessivo delle bollette intervenendo anche sul gas. D. Come mai avete scelto questa formula? R. E stato un processo complesso. Era necessario agire in un Paese il cui prezzo dell’energia è determinato fondamentalmente dal gas, ancorché questo rappresenti poco più del 40% della produzione nazionale. Ma il nodo da sciogliere è il meccanismo europeo di formazione dei prezzi sul mercato dell’energia. Siamo intervenuti anche sul prezzo del gas. Verrà venduto il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per ridurre il costo energetico delle imprese e azzerare il differenziale di prezzo del gas sulla borsa europea TTF e su quella italiana PSV. Per tornare alla sua domanda, abbiamo dovuto mettere assieme tanti pezzi per arrivare a questo risultato.





