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Referendum, le opposte tifoserie e quella richiesta dei nomi di chi finanzia il “No”

Francesco Cerisano su Italia Oggi scrive un’acuta osservazione sul perché, secondo lui, l’Anm faccia a tutti gli effetti parte del Comitato per il No al referendum: “Dopo aver sentito accostare la riforma Nordio ai fatti di Minneapolis, i simpatizzanti del Si (soprattutto se di origine calabrese) a mafiosi e massoni e le correnti della magistratura a un sistema ‘para-mafioso’, gli animi delle due opposte tifoserie si sono infiammati su una richiesta, quella avanzata dal deputato di Forza Italia, Enrico Costa, che va molto al di là della semplice trasparenza sui finanziamenti dei privati cittadini al Comitato del No. E pone un problema reale. Costa – commenta Cerisano – ha evidenziato un tema strettamente processuale che potrebbe incidere pesantemente su molti giudizi futuri su cui, anche dopo il referendum, potrebbero piovere migliaia di richieste di ricusazione. Di fronte a una causa che coinvolga come parte un finanziatore del comitato, un giudice iscritto all’Anm dovrebbe astenersi? Una disclosure totale sui nominativi degli italiani che in questi mesi stanno (in modo del tutto legittimo, sia chiaro) finanziando il comitato potrebbe in effetti portare a questo risultato, con il rischio di paralizzare centinaia di processi, su cui potrebbe abbattersi il dubbio di una non perfetta equidistanza del giudice iscritto all’Anm rispetto a una delle due parti. Ma perché nasce questo dubbio? Basta leggere lo Statuto del Comitato del No. Il comitato, che peraltro ha posto la sede legale presso la sede dell’Associazione nazionale magistrati, è guidato da un consiglio in cui siede il presidente dell’Anm. Dovrà dare ‘attuazione alle direttive generali fissate dal Comitato direttivo centrale dell’Anm’ e dovrà collaborare con le commissioni dell’Anm. Insomma, un rapporto organico in piena regola che però il presidente dell’Anm Cesare Parodi ha continuato a negare. ‘Il comitato’, ha detto in risposta alla richiesta di chiarimenti del ministero della giustizia, ‘è soggetto autonomo’. Anche se francamente dalla lettura dello Statuto sembrerebbe emergere il contrario. Una contraddizione che Costa, con la sua interrogazione sui nomi dei finanziatori, ha fatto emergere in modo evidente (e forse era proprio questo l’obiettivo): l’Anm con i suoi 9.200 iscritti è stata organicamente arruolata nella campagna referendaria. Negarlo è negare l’evidenza”.

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