Economia italiana stagnante da un quarto di secolo, parola di Giorgio La Malfa
“Penso che dovrebbe esservi un allarme rosso sulle condizioni dell’economia italiana. I dati sono impressionanti, quando li si guardino nella loro evoluzione temporale. Praticamente l’economia italiana è stagnante da un quarto di secolo: è ferma la produttività, declina progressivamente il settore manifatturiero; cresce il settore dei servizi, ma non con imprese ad alto valore tecnologico ma in attività essenzialmente legate al consumo ed al turismo che offrono stipendi molto al di sotto di quelli degli altri paesi dell’Europa Occidentale. Ci si consola dicendo che il reddito nazionale potrebbe crescere di mezzo punto, senza tener conto di tutti i dati che misurano le tendenze di fondo. Ho scelto due indicatori che sono inconfutabili: fra il 2004 e il 2024 il reddito procapite in seno all’Unione Europea è cresciuto del 20,9%. In taluni paesi entrati di recente in Europa che partivano da redditi molto bassi la crescita è stata molto superiore alla media. Nei grandi paesi dell’Europa Occidentale chi ha fatto peggio è la Spagna, dove il reddito procapite è cresciuto dell’8%. In Francia è cresciuto del 22%, in Germania del 24%. In due soli paesi il reddito procapite è diminuito: in Grecia del 5%, in Italia del 4,9%. Venti anni fa il nostro reddito procapite superava quello medio dell’Unione Europea del 20%, oggi è di circa il 15% sotto la media. Come definiamo questi numeri?”.
E’ la domanda che si pone Giorgio La Malfa in una sua analisi sul Corriere della Sera.





