Follia a bordo campo: spara alla famiglia durante la partita e poi si uccide
Ariel Piccini Warschauer.
Il boato secco, metallico, che squarcia il rumore dei pattini sul ghiaccio. Poi le urla, il fuggi-fuggi generale e il ghiaccio che si tinge di rosso. Quella che doveva essere una tranquilla serata di sport giovanile alla Lynch Arena di Pawtucket, nel Rhode Island, si è trasformata in un incubo in diretta planetaria. Il bilancio è tragico: due morti e diversi feriti, in quella che la polizia ha già catalogato come l’esplosione di una “disputa familiare” finita nel peggiore dei modi.
Tredici colpi in sei secondi
Tutto è accaduto sotto l’occhio implacabile delle telecamere che trasmettevano la partita di hockey liceale in streaming. Nel video, diventato in pochi minuti virale e poi rimosso per la sua crudezza, si avverte il panico puro. Tredici esplosioni in appena sei secondi. Una sequenza ritmica, spietata. Poi, dopo un silenzio irreale durato undici secondi, un ultimo colpo isolato: quello del suicidio.
Mentre i giocatori della North Providence High School scappavano verso gli spogliatoi e gli spettatori si gettavano a terra, l’assassino metteva fine alla sua vita sulle gradinate, lasciandosi alle spalle una scia di sangue che ha travolto i suoi stessi affetti.
La doppia identità del killer
L’autore della strage ha un nome e un volto, ma anche una complessa identità che sta impegnando gli inquirenti. Si tratta di Robert Dorgan, 56 anni. Tuttavia, l’uomo viveva una sorta di seconda vita: si faceva chiamare Roberta Esposito. “Lo abbiamo identificato tramite il nome di nascita, ma sappiamo che usava correntemente il nome femminile”, ha confermato in conferenza stampa il capo della polizia di Pawtucket, Tina Goncalves.
Dorgan non era un estraneo in quell’arena: era il padre di uno degli studenti dell’ultimo anno che stava disputando il torneo. Un padre che si è presentato all’appuntamento sportivo armato, con l’intento di sterminare il proprio nucleo familiare.
Una famiglia distrutta
Le vittime, secondo le prime ricostruzioni dei media locali, sarebbero proprio i familiari più stretti dell’uomo. La moglie è spirata quasi sul colpo all’interno del palazzetto, sotto gli occhi inorriditi degli altri genitori. Il figlio, fratello dell’atleta in campo, è deceduto poco dopo il trasporto d’urgenza in ospedale. Cinque in totale le persone attinte dal fuoco folle di Dorgan, tra parenti e un amico di famiglia.
La polizia ha escluso rapidamente la pista del terrorismo. Non c’è ideologia dietro questo massacro, solo il baratro di una crisi familiare irreversibile. Mentre la comunità di North Providence si interroga sulle ragioni di tanta violenza, il comune ha già attivato un team di psicologi per assistere i giovani testimoni di una tragedia che non dimenticheranno mai. Resta il fermo immagine di una diretta streaming che ha mostrato al mondo quanto sia sottile il confine tra una festa di sport e un gesto di follia apparentemente inspiegabile





