Tra spadellate e una buona idea sul Monte il sindaco Fabio cerca la conferma ma Michelotti pensa a una via di uscita
Stefano Bisi.
Sul Palio, dove si pensava che avrebbe avuto gioco facile, il sindaco Nicoletta Fabio (nella foto) ha spadellato, come si usa dire sulle lastre, mentre sul Monte dei Paschi, dove poteva non trovarsi a suo agio, è stata all’altezza della situazione. L’invito alle istituzioni a sedersi attorno a un tavolo non è una sua idea (sabato 31 ottobre l’ha lanciata Simone Bezzini e più modestamente sfogliamo.eu il 4 novembre), ma Fabio è stata brava a rilanciarla come propria.
La vicenda Rocca Salimbeni, l’ha resa protagonista e su questa si costruisce la sua candidatura alle elezioni comunali del 2028 a meno che il capo senese di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti disattenda quello che ha detto ormai un anno fa: “E’ Nicoletta la nostra candidata”. Qualche scivolone paliesco e alcune critiche che arrivano dall’interno della coalizione di centrodestra e civica, fanno riflettere Michelotti che, sotto sotto, pensa a una via di uscita che possa accontentare Nicoletta Fabio e gli alleati.
Il parlamentare di Fratelli d’Italia rimugina su un’ipotesi alternativa per il Comune di Siena che si chiama Virginia Masoni, volto di Canaletre Toscana, dirigente di Confindustria senese, gradita a Opera Laboratori e arcivescovo Augusto Lojudice, e moglie di Niccolò Borracchini, da luglio di quest’anno vicepresidente esecutivo di Pramac e amico di Michelotti.
Se Nicoletta Fabio dovesse “rinunciare” alla candidatura per lei si aprirebbero lo porte del Santa Maria della Scala dove assumerebbe la carica di presidente al posto di Cristiano Leone. E’ questa l’idea di Michelotti per non scaricare Fabio, che negli ultimi tempi è stata molto attiva proprio sulla gestione della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala con l’annuncio dell’ingresso nell’ente del ministero della Cultura.
C’è chi dice che è presto per parlare di candidature ma a forza di dire e non fare c’è il rischio di finire come il Marchi che da presto fece tardi, come sta succedendo nel centrosinistra che si balocca tra Angelo Riccaboni e Francesco Frati, tra Alice D’Ercole e Alessandro Fabbrini, Massimo Bianchi e Giuseppe Gugliotti, ma non riesce a scegliere.





