“Aspetta e spera…” che quell’ora non si avvicina
Stefano Bisi.
“Aspetta e spera…” non è una canzone che mi piace, ma pare da hit parade a Siena dove l’esito dell’assemblea degli azionisti della Banca Monte dei Paschi ha fatto piombare la città nell’attesa. Parla solo chi ha vinto, il capo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che manda messaggi molto rassicuranti sul futuro del Monte, dei suoi dipendenti e del territorio. Tutti questi annunci bastano a far dormire sonni tranquilli? O si aspetta che esca un conigliolo (in campagna si dice così) dal cilindro?
“Non sappiamo non sappiamo” è la risposta che ci viene in mente, mentre sarebbe giunta l’ora, che non si avvicina, di preparare un’azione concordata tra Comune, Provincia, Università, Camera di commercio e chi altri di buona volontà per tutelare Siena, la Toscana e il Credito. Ora che è passata la festa dei Santi e stanno finendo le celebrazioni del 4 novembre e il sessantesimo dell’alluvione di Firenze, chi può farlo deve mettersi attorno a un tavolo per pensare e agire in trasparenza di intenti. Pensiero e azione diceva Giuseppe Mazzini, ma qui mancano il pensiero e l’azione. “Ora ci muoviamo” dice qualche spiffero che, però, non conosce la storia del Barbiere dei Due Ponti che alle 7 della sera aspettava il primo cliente della giornata e sulla porta della barberia esclamò “Speriamo sia presto”. Come andò a finire lo sappiamo.





