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Politica

Sondaggio Swg, gli elettori di centrosinistra vogliono andare al voto anticipato

Unrecognizable male voter holds in his hand a ballot above the ballot box

La campagna elettorale si presta ad entrare nel vivo, ma gli italiani hanno già qualche idea su come vorrebbero arrivare alle urne e, soprattutto, su che cosa non vorrebbero vedere, scrive il Quotidiano Nazionale scrivendo del sondaggio Swg del 2 novembr che restituisce una prima fotografia: gli elettori guardano alle prossime politiche con un misto di speranza e disincanto, chiedono ai partiti di concentrarsi sui problemi concreti – sanità in prima linea – ma temono una campagna dominata da promesse irrealizzabili, scontri e notizie false. Sullo sfondo, le intenzioni di voto consegnano un quadro in cui il centrosinistra resta davanti al centrodestra, mentre Fratelli d’Italia si conferma primo partito e il 30% degli intervistati non dichiara una preferenza.

Il primo dato che emerge dal Radar Swg, realizzato tra il 28 e il 30 ottobre su un campione di 800 maggiorenni, riguarda proprio i tempi del voto: la maggioranza preferirebbe anticipare le elezionipolitiche rispetto alla scadenza naturale della legislatura, fissata a settembre 2027. Il 20% vorrebbe votare il prima possibile, il 6% nei primi mesi del prossimo anno e il 14% in primavera. La quota più consistente, il 28%, sceglierebbe invece l’accorpamento con le amministrative di maggio e giugno. Complessivamente, quindi, il 73% preferisce le elezioni anticipate. Soltanto il 27% auspica che si arrivi alla fine della legislatura.

La richiesta di anticipare il voto è particolarmente forte tra gli elettori del centrosinistra: l’83% preferirebbe non aspettare settembre, contro il 37% di quelli del centrodestra. 

Ma l’avvicinamento alle urne non è accompagnato da un entusiasmo diffuso. Pensando alle prossime politiche, il 28% si dice speranzoso, mentre il 20% si dichiara pessimista e il 19% deluso o rassegnato. Nel complesso prevalgono le emozioni negative, che rappresentano il 54% delle risposte, contro il 46% di quelle positive. Il quadro si rovescia tra gli elettori del centrodestra, dove le sensazioni positive raggiungono il 70%; nel centrosinistra, invece, prevalgono quelle negative, al 56%.

A pesare sono anche le aspettative sulla qualità del confronto politico. Otto italiani su dieci si aspettano una campagna molto litigiosa e altrettanti ritengono che i partiti faranno promesse e proposte irrealizzabili. Il 79% teme la diffusione di un elevato numero di fake news, mentre l’81% prevede che internet sarà invaso da video creati con l’intelligenza artificiale. Il 61% teme inoltre tentativi di influenza sul voto da parte di potenze straniere. Più contenuta la fiducia nella possibilità che si parli dei problemi reali del Paese: soltanto il 41% pensa che accadrà, mentre la metà degli intervistati è in disaccordo.

Le richieste agli schieramenti sono però molto concrete. La sanità è il tema che gli italiani vorrebbero al centro della campagna, indicato dal 42% degli intervistati. Seguono sicurezza e criminalità, al 34%, diritti del lavoro e stipendi, al 31%, e crescita economica, al 30%. Più indietro le tasse, al 25%, e l’immigrazione, al 20%.

Le sensibilità cambiano a seconda dell’area politica: tra gli elettori del centrosinistra la sanità arriva al 56%, il lavoro e gli stipendi al 44% e la scuola al 24%. Nel centrodestra, invece, la sicurezza sale al 55% e l’immigrazione al 38%. La sfida per i partiti sarà dunque parlare ai propri elettori senza perdere di vista le priorità comuni, in un clima in cui la credibilità delle promesse appare già sotto esame.

Sul fronte delle intenzioni di voto, la rilevazione Swg del 2 novembre fotografa un centrosinistra al 45%, in crescita di un decimale rispetto alla settimana precedente, davanti al centrodestra, che scende al 43,8%, perdendo tre decimali. Il distacco tra le due coalizioni è quindi di 1,2 punti. Nel dettaglio, il Partito democratico resta stabile al 20,6%, mentre il Movimento 5 Stelle guadagna due decimali e sale al 12,6%. Alleanza Verdi-Sinistra arretra di un decimale al 6,2%. Italia Viva-Casa Riformista è al 2,2%, in calo di un decimale, +Europa all’1,3%, anch’essa in flessione di un decimale. Gli altri partiti di centrosinistra raccolgono il 2,1%, con un aumento di due decimali. Nel centrodestra Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 29%, pur perdendo tre decimali. Forza Italia scende al 7,2%, in calo di due decimali, mentre la Lega recupera un decimale e raggiunge il 5,5%. Noi Moderati sale all’1,1%, mentre Sud Chiama Nord resta stabile all’1%. Fuori dalle coalizioni, Futuro Nazionale cresce di due decimali e arriva al 5,8%. Azione con Spazio P. è stabile al 3,1%, mentre gli altri partiti raccolgono il 2,3%. Resta infine consistente l’area di chi non esprime una preferenza: il 30% degli intervistati, una quota invariata rispetto alla precedente rilevazione. Un bacino che, in una campagna ancora tutta da giocare, potrebbe pesare sugli equilibri tra i due schieramenti.

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