Olga Monsani e il grande impegno nella fondazione del Soroptmist
Un capitolo fondamentale della vita di Olga Monsani si apre il 12 maggio 1949. Quel giorno partecipa alla fondazione del Soroptimist Club Firenze. Con lei ebbe un ruolo particolarmente importante Nannetta Del Vivo. Fra le fondatrici ci sono inoltre donne appartenenti alla cultura e alle professioni fiorentine, tra le quali Luisa Becherucci, Filli Levasti, Ludovica Niccolini e Maria Bianca Viviani Della Robbia. Il club fiorentino era il quarto nato in Italia. La storia italiana del Soroptimist portava anch’essa i segni della dittatura. Il Club di Milano, costituito nel 1928, era stato sciolto dal regime fascista e aveva potuto ricostituirsi soltanto nel 1948. La nascita di nuovi club nell’Italia democratica assumeva quindi un valore che oltrepassava l’associazionismo. Donne professioniste tornavano a incontrarsi liberamente, costruire relazioni internazionali e organizzare autonomamente iniziative pubbliche. Per Olga tutto questo doveva avere un significato particolare. Aveva conosciuto un’Italia nella quale una donna avvocato era un’eccezione. Aveva visto un regime distruggere le associazioni indipendenti. Aveva lavorato per anni in clandestinità. Adesso contribuiva a fondare un’organizzazione aperta, internazionale e guidata dalle donne.
Il Soroptimist non era soltanto un luogo di incontro della borghesia professionale. L’appartenenza richiede alle socie un alto livello di competenza nel proprio settore ma anche un forte impegno sociale. La concezione secondo la quale l’eccellenza professionale produce una responsabilità verso gli altri corrisponde alla storia di Olga, che aveva sempre unito competenza e servizio. La laurea in legge e la professione erano state accompagnate dall’assistenza agli orfani. L’esperienza di crocerossina si era trasformata in aiuto a perseguitati e partigiani. La rete professionale era diventata rete clandestina. Nel dopoguerra il prestigio raggiunto non diventa ritiro dalla vita pubblica, ma nuovo impegno. Olga Monsani è una protagonista della vita fiorentina per 40 anni un po’ dimenticata. Il libro di Stefano Bisi, pubblicato da Betti, prova a colmare il vuoto e dare spunto a nuovi studi sul personaggio. La biografia sarà presentata martedì 3 ottobre alle 18 nella biblioteca della Fondazione Spadolini Nuova Antologia dal presidente Cosimo Ceccuti e vedrà la partecipazione dell’assessora alla cultura della memoria Benedetta Albanese e di Vanna Console, che conobbe Olga Monsani. La presentazione sarà registrata da Radio Radicale che la trasmetterà successivamente.





