Il futuro dell’Italia non dipende da una singola legge di bilancio
Enrico Giovannini su La Stampa scrive che il futuro dell’Italia non dipenda da una singola legge di bilancio, ma dalla capacità di adottare politiche coerenti e durature. Richiama l’undicesimo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che analizza i progressi verso i 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Secondo le Nazioni Unite, soltanto il 15% dei traguardi sarà raggiunto, mentre il 43% registra miglioramenti limitati e il 32% una stagnazione o un peggioramento. Anche l’Unione europea rallenta e l’Italia presenta risultati particolarmente negativi: rispetto al 2010 è peggiorata in cinque ambiti, tra cui povertà, disuguaglianze, tutela degli ecosistemi e qualità delle istituzioni. Giovannini illustra tre proposte dell’ASviS per modificare stabilmente il modo di elaborare le politiche pubbliche. La prima è definire una Strategia nazionale di sviluppo sostenibile che coordini gli interventi settoriali, superando l’attuale frammentazione. La seconda è introdurre una “governance anticipante”, capace di valutare rischi e opportunità futuri e orientare le decisioni di lungo periodo. Questo approccio dovrebbe riguardare infrastrutture e cambiamento climatico, politica industriale, istruzione, sanità e transizioni energetica e tecnologica. La terza proposta è assumere l’equità intergenerazionale come criterio generale delle decisioni pubbliche, in coerenza con la riforma costituzionale del 2022, che richiama l’interessedelle future generazioni. Giovannini conclude soffermandosi sulla Valutazione d’impatto generazionale, prevista dalla legge 167 del 2025 per misurare preventivamente gli effetti sociali e ambientali delle nuove norme sui giovani e sulle generazioni future. Manca però ancora il decreto attuativo. La sua rapida approvazione, l’applicazione della valutazione già alla prossima legge di bilancio e l’impegno dei partiti a utilizzarla anche per i programmi elettorali rappresenterebbero un cambiamento significativo. Consentirebbero di superare la logica degli interventi immediati e di orientare il confronto politico verso le conseguenze delle scelte pubbliche nel lungo periodo.





