Zagrebelsky stronca la nuova legge elettorale
Gustavo Zagrebelsky sulla prima pagina di Repubblica, critica duramente la nuova legge elettorale, che a suo giudizio presenta seri problemi di ragionevolezza costituzionale. Il punto principale è la convivenza di due sistemi: proporzionale se nessuno raggiunge il 42% dei voti, maggioritario se una lista o coalizione supera quella soglia e ottiene un premio di seggi. L’elettore, quindi, quando vota non sa quale valore avrà concretamente il proprio voto, perché questo dipenderà dal risultato complessivo. L’ex presidente della Corte costituzionale contesta soprattutto il premio di maggioranza: i seggi assegnati ai vincitori devono necessariamente essere sottratti agli altri, trasformando così il «premio» in una penalizzazione delle minoranze e alterando la rappresentatività del Parlamento. Zagrebelsky mette inoltre in dubbio che il meccanismo garantisca davvero maggiore stabilità: coalizioni costruite per conquistare il premio potrebbero continuare a essere divise una volta al governo. Il rischio più grave, secondo l’autore, è che una maggioranza artificialmente rafforzata possa controllare non soltanto il Parlamento, ma incidere sull’elezione del presidente della Repubblica e, indirettamente, sugli organi di garanzia come Corte costituzionale e Csm. Sarà dunque la Consulta a valutare se la legge sia compatibile con i principi costituzionali.





