Si infiamma il clima in vista dell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi
A una settimana dall’assemblea di Monte dei Paschi di Siena, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio torna ad attaccare l’offerta di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo ribadendo, ancora una volta, che l’operazione «disaggrega» la banca. In una intervista alla Tgr Toscana, rilanciata dal Quotidiano Nazionale, il top manager ha osservato che «Intesa ha scelto la strada di trasformare» l’assemblea in un «referendum sull’operazione. Finché l’assemblea non vota la partita non si può considerare chiusa». All’appuntamento del 29 ottobre i soci del Monte sono chiamati a decidere sul piano difensivo messo in campo da Lovaglio con le due Ops su Banca Generali e Banco Bpm e una maxi distribuzione.
All’ordine del giorno c’è poi anche la fusione di Mediobanca. Lovaglio nelle scorse settimane, in una intervista a Bloomberg Tv, aveva auspicato di non trasformare l’assemblea in un referendum con la scelta tra il suo piano difensivo e l’Opas di Intesa. Pochi giorni dopo però Cà de Sass, con una mossa a sorpresa, ha annunciato l’aumento di 25 centesimi della componente in contanti dell’offerta, vincolandola alla bocciatura del piano di Lovaglio in assemblea. Per descrivere la situazione attuale l’amministratore delegato della banca senese usa una metafora calcistica. C’è una «squadra in campo che è Intesa. La squadra del Monte dei Paschi, invece, è chiusa nello spogliatoio in attesa che il voto favorevole in assemblea apra la porta e le consenta di scendere in campo e giocare la partita», afferma Lovaglio. E qui arriva il «punto delicato: Intesa ha detto ‘Se l’assemblea consente di aprire la porta, io esco dal campò. Questo è il gesto di chi non vuole che la partita si giochi davvero». Sulla fusione con Mediobanca Lovaglio si aspetta «un voto favorevole» dei soci. Contro il piano difensivo si è schierato oltre un terzo dell’azionariato: Delfin (17,5%), Caltagirone (13,5%), Benetton (1,4%), Praude (0,7%), Goldstone (1-2%), Fondaco (0,4%) mentre il Mef (4,9%) ha più volte ribadito che non parteciperà all’assemblea. Banco Bpm, che in linea con il Credit Agricole ha espresso sostanziale contrarietà all’Ops di cui è destinataria, deciderà la settimana prossima. La Fondazione Mps, titolare di una quota dello 0,2% dal valore fortemente simbolico per il territorio, riunirà venerdì la deputazione generale. Il presidente dell’Ente, Riccardo Coppini, nei giorni scorsi aveva espresso parere favorevole all’Opas di Intesa Sanpaolo, provocando le perplessità del Comune e dalla Provincia di Siena. «Ho molto apprezzato il sostegno delle istituzioni locali», sottolinea Lovaglio il quale rileva anche di aver «apprezzato la tempestività con cui hanno reagito alla presa di posizione personale del presidente della Fondazione Monte dei Paschi, che è una posizione insolita sia nei tempi che nei modi ed espressa al di fuori dei processi collegiali previsti».
L’ad di Mps affronta anche il tema del futuro della banca. L’Antitrust, che ha avviato una istruttoria sull’Opas di Intesa, deve ancora decidere quali e quante filiali «resteranno in Intesa» per effetto dell’accordo con Unipol in caso di successo dell’Opas, «quindi esiste un’operazione che di fatto disaggrega Monte dei Paschi senza sapere cosa rimane e cosa si perde».





