Iron Beam, Israele inaugura l’era della Difesa Laser Operativa
di Ariel Piccini Warschauer.
Gerusalemme schiera il primo intercettore a energia diretta al mondo. Si chiamerà “Or Eitan”, in memoria di un ufficiale caduto in Libano. Cambiano gli equilibri della guerra asimmetrica.Non è più fantascienza, ma la nuova realtà della difesa aerea israeliana. Il Ministero della Difesa di Tel Aviv ha annunciato il passaggio alla fase operativa di Iron Beam (Raggio di Ferro), il primo sistema al mondo basato su laser ad alta potenza capace di abbattere minacce in volo di qualsiasi genere. La consegna ufficiale alle Forze di Difesa (IDF) avverrà entro fine mese, segnando l’inizio di quella che i vertici militari definiscono una “vera e propria rivoluzione tecnologica”.
Una barriera invisibile
Sviluppato dal colosso Rafael insieme a Elbit Systems, l’Iron Beam è stato progettato per colmare l’unico vero punto debole dello scudo israeliano: il costo e la quantità limitata di munizioni. Mentre il celebre sistema Iron Dome utilizza missili intercettori che costano decine di migliaia di dollari l’uno, il nuovo laser colpisce i bersagli con un raggio di energia concentrata al costo irrisorio di pochi dollari per impulso.
Il sistema ha superato test rigorosi intercettando con successo droni, colpi di mortaio e razzi. Non sostituirà i sistemi esistenti, ma si integrerà come un ulteriore strato difensivo. “È un game-changer”, ha dichiarato il Ministro della Difesa Israel Katz. “Invia un messaggio chiaro ai nostri nemici: non metteteci alla prova”.
Il “caricatore infinito” e la sfida del meteo
Il vantaggio strategico è evidente: finché c’è energia elettrica, il laser può sparare. Questo elimina il rischio di esaurire le scorte durante i massicci attacchi di saturazione, tattica spesso usata da Hezbollah e Hamas per mandare in crisi le difese avversarie.
Tuttavia, la tecnologia presenta un limite fisico: l’efficacia del raggio cala drasticamente in presenza di nebbia, pioggia o fitta copertura nuvolosa. Per questo motivo, l’Aeronautica militare (IAF) utilizzerà il laser come complemento: l’Iron Beam si occuperà delle minacce più piccole e numerose, lasciando ai missili David’s Sling e Arrow il compito di neutralizzare i vettori più pesanti e i missili balistici.
Tecnologia e memoria
C’è anche una forte componente emotiva dietro questo traguardo. Il sistema è stato ufficialmente rinominato Or Eitan (Luce di Eitan), in onore del Capitano Eitan Oster, comandante dei commando Egoz rimasto ucciso in Libano lo scorso ottobre. Uno degli ingegneri che ha sviluppato il sistema è proprio il padre del giovane ufficiale, che durante la cerimonia di presentazione ha recitato lo Shehecheyanu, la benedizione ebraica per i momenti di rinnovamento.
Le conseguenze sul conflitto
L’ingresso in campo dell’Iron Beam sposta l’ago della bilancia nella “guerra dei costi”. Per anni, i gruppi paramilitari hanno scommesso sulla disparità economica: lanciare razzi artigianali da poche centinaia di dollari per costringere Israele a spendere milioni in intercettori. Con il laser, questo rapporto di forza rischia di invertirsi, rendendo le strategie di logoramento basate sui lanci massicci molto meno efficaci e più costose per chi le attua.






