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Toscana

L’incidente del ponte di Malizia scatena le polemiche sulle piste ciclabili

Donna in bicicletta investita dal tir all’altezza del ponte di Malizia, a Siena. Le condizioni della 54enne belga restano gravissime. La prognosi rimane riservata, si trova in rianimazione al policlinico. Una situazione molto delicata sul fronte sanitario, ma anche su quello delle polemiche che questo incidente ha provocato. Spaccando i cittadini fra coloro che sostengono la necessità di realizzare piste ciclabili più lontane dalle zone di grande traffico com’è, appunto, quella di Malizia, e chi invece sostiene che si debba convivere. Che anche le due ruote hanno diritto ai loro spazi. Insomma, sono contrari ad allontanare le biciclette dal centro abitato. Senza contare che l’investimento ha rinfocolato le critiche al ponte, da sempre considerato troppo stretto e disagevole considerato che da qui passano anche ambulanze dirette alle Scotte. Ne parla Laura Valdesi su La Nazione.

Un polverone di polemiche mentre la polizia locale, intervenuta subito sul posto per gli accertamenti, sta ricostruendo la dinamica dell’incidente che arriverà poi sul tavolo della procura. Questa la prassi. Basta passare dalla rotonda di Malizia per verificare che ci sono tre telecamere di videosorveglianza. Esiste dunque il filmato dell’investimento. Un documento prezioso. Sarebbe importante ascoltare poi, se possibile, oltre alla versione del conducente del mezzo pesante quella della ciclista.

Vista la gravità delle conseguenze riportate dalla 54enne è scattato il sequestro delle bicicletta della donna che era in compagnia del marito. Non si sa se l’uomo si sia accorto del’accaduto. Sequestrato inoltre il mezzo pesante che l’ha investita. Tir di una società della logistica di Prato. Il conducente, che si è fermato immediatamente, rischia comunque di essere accusato di lesioni gravissime.

“La colpa, se c’è colpa, la sanzionerà il processo. Se vogliamo dare un giudizio dobbiamo vedere la situazione: tutti hanno diritto di circolare. Partendo in ordine di fragilità, pedoni, ciclisti, moto, auto e mezzi pesanti. Circolare ora non in un futuro utopico di sedi viarie separate, con un mix che vede sempre più biciclette”, interviene sui social Vareno Cucini. Grande appassionato di due ruote che, nel dicembre 2022, aveva coordinato il tavolo delle associazioni ciclistiche e podistiche senesi che la vigilia di Natale organizzarono una pedalata con flash mob in Piazza. “Dobbiamo oggi trovare i sistemi disponibili per una circolazione mista sulla viabilità che abbiamo. Anche perché nuove piste o nuovi marciapiedi cementificano il territorio. Cosa fanno i Paesi civili? Educano gli utenti della strada, adeguano dove possibile la viabilità per garantire sicurezza, decidono di applicare le regole che si fondano sulla tutela del più fragile. Il nostro Codice della strada non va in questa direzione. Fra questi interventi ci sono le corsie ciclabili”, dice Cucini. Che invita a guardare ogni tanto qualche gara in Olanda, Spagna, Francia dove anche nelle strade extraurbane “hanno tracciato da tempo corsie ciclabili che fanno il loro mestiere, certo non esaustivo ma utile. Consigliano al ciclista di stare sulla destra, ricordano agli altri utenti che ci sono anche le bici e che, nel caso ne sorpassino una, lo devono fare ad un metro e mezzo dalla riga tratteggiata. Immagino la sfilza di ’ma non c’è spazio’. Ebbene sì, si deve rallentare. Le corsie se accoppiate ad una limitazione della velocità, soprattutto in città, ottengono risultati importanti. Lo dicono le statistiche. Un autovelox lungo la strada fiume l’avrebbe a pieno ritmo. Anche in viale Mazzini”.

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