Tomasi ha perso ma fa le bucce alla giunta Giani e in particolare alla sanità guidata dall’assessora Monni
Alessandro Tomasi era candidato presidente della Regione Toscana per il centrodestra alle ultime elezioni regionali. Ha perso nettamente la competizione con Eugenio Giani e ora in una intervista a La Nazione fa le bucce alla maggioranza di centrosinistra, in particolare sulle vicende della sanità.
Toscana che continua ad avere una sanità eccellente, almeno secondo le classifiche. Ma non per Fratelli d’Italia.
“Guardi, mi faccia premettere una cosa: noi non siamo disfattisti, riconosciamo che qui ci sono grandi professionalità”.
Ma…
“Ma il disavanzo continua a crescere, siamo verso i 400 milioni di euro e non si vede la fine. Così il sistema rischia di saltare. Intendiamoci; noi non vogliamo tagliare nessun servizio, nessuna visita. Chiediamo solo una razionalizzazione della risorse”.
Da che parte si comincia?
“Dagli efficientamenti, dal patrimonio immobiliare dell’Asl non più utilizzato e che quindi potrebbe essere venduto, dai piccoli ospedali delle aree interne che potrebbero essere riutilizzati riempiendoli di nuove funzioni”.
Giani insiste sul successo delle case di comunità.
“Molte sono in ritardo e c’è una grave crisi di professionisti da inserirvi. E poi, altra cosa: le liste d’attesa non si sono affatto ridotte”.
Le sue sembrano più che altro critiche all’assessorato guidato da Monia Monni.
“Beh, forse nel primo anno lei ha impiegato la maggior parte del tempo a orientarsi, a capire dov’era. Per dire il direttore generale è stato nominato solo ora, dopo un anno. E soltanto perché prima si dovevano incastrare tutte le caselle politiche”.





