Possibile class action incombe sul Comune di Firenze per i disagi provocati dai lavori per la tranvia
Un’altra possibile class action incombe su Palazzo Vecchio (nella foto la sindaca Sara Funaro) per i danni economici provocati dai cantieri della tramvia. Lo scrive La Nazione. Dopo i quindici commercianti di piazza San Marco e via Cavour, che hanno avviato un’azione legale da 1,5 milioni di euro contro il Comune per le conseguenze dei lavori della Vacs, anche gli esercenti di viale Europa e viale Giannotti stanno valutando la strada del tribunale. In questo caso, però, la somma che potrebbe essere richiesta è ancora più consistente: circa 3 milioni di euro. Una cifra che dà la misura della tensione accumulata da chi, da mesi, deve fare i conti con scavi, transenne, disagi alla viabilità e una progressiva difficoltà per i clienti a raggiungere negozi e attività.
Il fronte si sposta dunque dalla zona di piazza San Marco, dove la prima udienza della causa intentata contro Palazzo Vecchio è fissata per il 18 febbraio, al quadrante sud della città, interessato dai lavori della linea Libertà-Bagno a Ripoli. Cantieri che, secondo gli esercenti, stanno mettendo a dura prova la tenuta economica delle attività commerciali. Per alcuni il calo degli incassi sarebbe arrivato fino all’80%, una contrazione che rischia di trasformare mesi di difficoltà in una crisi irreversibile. E c’è chi, davanti al protrarsi dei lavori e all’incertezza sui tempi del ritorno alla normalità, non esclude di abbassare definitivamente la saracinesca.
A rappresentare gli imprenditori, secondo quanto emerge in questa fase ancora preliminare, potrebbe essere anche stavolta l’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, già impegnato nella vertenza che riguarda il centro storico. Prima di passare dalle intenzioni ai fatti, tuttavia, servirà un lavoro accurato di ricostruzione dei danni. Gli esercenti dovranno raccogliere documenti contabili, confrontare gli incassi e dimostrare quanto le conseguenze dei cantieri abbiano inciso sui bilanci. Solo dopo aver quantificato le perdite sarà possibile definire una richiesta risarcitoria che poggi su dati verificabili e corrisponda ai mancati guadagni effettivi.
Per ora, la prudenza prevale. Nessuno vuole esporsi pubblicamente prima di avere un quadro preciso della situazione, ma tra le ipotesi sul tavolo non ci sarebbe soltanto quella di un’azione giudiziaria. Prima di depositare una nuova class action, gli imprenditori potrebbero tentare di aprire un confronto con Palazzo Vecchio per verificare se esistano margini per un accordo. Una possibilità che consentirebbe di evitare una nuova battaglia legale, ma che presuppone risposte concrete da parte dell’amministrazione.
Le agevolazioni sulla Tari e sul canone per l’occupazione del suolo pubblico, già previste per le attività interessate dai cantieri, rischiano di non essere sufficienti a compensare perdite di questa portata. Uno sconto fiscale può alleggerire alcune spese, ma non recupera gli incassi svaniti né risolve le difficoltà di chi vede ridursi giorno dopo giorno il giro d’affari. La rabbia dei commercianti del quadrante sud è palpabile e La Nazione ne ha documentato più volte le proteste e le preoccupazioni.
La partita, per ora, resta aperta. Ma l’ipotesi di una richiesta da 3 milioni di euro segnala che il malcontento potrebbe trasformarsi in una nuova vertenza legale. Per Palazzo Vecchio non sarebbe soltanto una questione di risarcimenti: sul tavolo c’è anche il rapporto tra la realizzazione di un’infrastruttura strategica per la mobilità cittadina e il prezzo economico che, nel frattempo, rischiano di pagare le attività lungo il tracciato.





