Tutte le strade portano a Montarioso, la vicenda PalaOrlandi tra Siena e Monteriggioni
L’ex sindaco di Siena Bruno Valentini utilizza i suoi canali social per esprimere un’opinione sulla vicenda PalaOrlandi.
Lunedì 17 dicembre 2007 fu inaugurato il Palazzetto dello sport del Costone a Monteriggioni. A realizzarlo non furono le società sportive denominate Costone, bensì l’Associazione Costone-Ricreatorio Pio II, una storica realtà senese di matrice ecclesiastica fondata nel 1906 da don Nazareno Orlandi. L’opera costò circa 5milioni, in buona parte finanziati dalla Fondazione MPS, oltre ad un mutuo (allora acceso presso il Credito Sportivo). Perchè nacque a Monteriggioni e non a Siena? Perchè, secondo i dirigenti del Costone di allora, realizzarla sul territorio senese era più difficile, per problemi urbanistici, burocratici, ecc. Per il Comune di Monteriggioni non fu una passeggiata, perchè furono necessari molti confronti con i residenti del quartiere, giustamente preoccupati per l’impatto sulla viabilità e sui parcheggi. Come sa bene il sindaco attuale Andrea Frosini che deve gestire sia le ricadute degli eventi più importanti e sia pianificare le modifiche del traffico in modo da prevenire che quelle strade interne possano essere utilizzate come scorciatoie per uscire/immettersi sul raccordo verso l’Autopalio.
Ad esempio ad aprile di quest’anno il Comune di Monteriggioni ha modificato la viabilità in modo da deviare il traffico pesante diretto al centro commerciale di Montarioso verso la bretella tra la rampa del raccordo autostradale e il parcheggio del Costone, evitando il passaggio nelle aree residenziali. Alcuni anni fa l’Amministrazione Comunale di Monteriggioni realizzò anche una rotatoria ed una nuova strada che consente di arrivare direttamente al palazzetto dello Sport del Costone spendendo circa 2,5 milioni di euro. Un tratto stradale che potrà in prospettiva collegarsi alla strada Chiantigiana (la bretella stradale è nel programma delle opere pubbliche di Monteriggioni) e poi ad un ulteriore nuova strada verso il quartiere di San Miniato e l’Ospedale (come il Comune di Siena ha già programmato, almeno sul piano urbanistico). A fronte di un impegno così importante da parte del Comune di Monteriggioni è quindi inspiegabile che gli amministratori di Siena non abbiano avuto la sensibilità di interloquire con i loro dirimpettai prima di portare l’acquisto del palazzetto in Consiglio Comunale. Tornando al punto, a Siena la maggioranza rischiava di andare in frantumi ed al momento l’atto è sospeso, anche se la Sindaca Fabio difende la bontà dell’operazione. Stasera ho letto una interessante intervista di Emanuele Montomoli (presidente della sezione del basket) che sostiene che l’operazione va fatta e che dovrebbe avere l’appoggio di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Può darsi, ma se questa operazione viene tenuta nascosta fino all’ultimo persino ai consiglieri di maggioranza è difficile costruire un consenso generale. Montomoli dice anche che la squadra maggiore di basket può giocare altrove e caso mai potrebbe configurarsi un problema per le centinaia di ragazzini delle categorie minori ma “se si andrà avanti nel percorso di vendita il PalaOrlandi un acquirente lo troverà di sicuro: se non sarà il pubblico allora sarà un privato”. Bingo! E’ il sogno di ogni sindaco. Avere impianti sportivi che vengono realizzati o gestiti da società private, con ricavi e costi estranei ai bilanci comunali. Questa è la linea generale della futura impiantistica sportiva italiana (ci sono addirittura normative ad hoc per favorire l’iniziativa privata, in accordo con gli Enti Locali), ad eccezione delle piscine, che comportano costi di gestione difficilmente sostenibili dal privato. Se lo dice uno dei migliori conoscitori diretti della vicenda, l’opzione di acquisto può essere tolta dal tavolo del Comune di Siena.
Fra l’altro nella peggiori delle ipotesi, l’eventuale insolvenza del mutuo non comporterebbe la chiusura delle varie attività perchè il creditore avrebbe tutto l’interesse a mantenere integro ed attivo l’immobile per cercare di recuperare il massimo possibile dalla sua alienazione. Quindi ogni allarmismo sulla cessazione delle varie attività che si svolgono nel palazzetto è fuori luogo. Il Comune di Siena deve smettere di plasmare i propri atti in funzione di marchette elettorali, che si tratti di urbanistica, orari e licenze commerciali, gestione dell’impiantistica sportiva, ecc. pianificando in modo trasparente ed equo e trattando tutti gli interlocutori con uguali criteri, non influenzati dalle ricadute elettorali.





