Movimentini e partitini potrebbero essere determinanti alle elezioni politiche
Paolo Mazzanti su InPiù commenta la corsa ai centristi. Ha cominciato Renzi aprendo la Leopolda con il sindaco-sceriffo di Salerno Vincenzo De Luca, in rotta col Pd, e lanciando un appello ai riformisti-europeisti di Forza Italia a unirsi a lui perche’ non dovrebbero restare in un centrodestra sempre piu’ sovranista ed euroscettico. Ha proseguito Meloni, sottolineando l’importanza dei riformisti, ipotizzando un accordo con “Sud chiama Nord”, il movimento siciliano di Cateno De Luca, e col “Partito dei sindaci” di Ernesto Magorno, gia’ primo cittadino di Diamante (Cosenza).
Questa corsa ai centristi (che spesso sono solo centrini dalle percentuali elettorali irrisorie) e’ dovuta alla nuova legge elettorale che domani o giovedì dovrebbe essere approvata definitivamente a colpi di fiducia. La nuova legge, che abolisce i collegi uninominali a favore del proporzionale pieno con premio di maggioranza, determinerà probabilmente un testa a testa tra centrodestra e centrosinistra e ogni voto sara’ indispensabile per vincere. Per questo anche movimentini e partitini possono diventare determinanti.





