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Toscana

La riscoperta dei personaggi che che segnarono la storia di Lucca nella prima metà del Novecento

Piazza dell Anfiteatro in Lucca Italy

Lunedì  5 e martedì 6 ottobre,  nella cinquecentesca  Villa Bottini – in  Via Elisa, a   Lucca, si svolgerà un convegno organizzato e promosso dall’ Associazione Amici Di Enrico Pea, che ha come scopo la riproposizione all’opinione pubblica delle memorie di quei personaggi della prima metà del Novecento che segnarono la storia culturale di Lucca. Nel Programma si parlerà di scrittori come Enrico Pea, Mario Tobino, Guglielmo Petroni; di artisti come Mari del Vecchio, Giuseppe Ardinghi, Alfredo Meschi, Leone Lorenzetti, Gaetano Scapecchi; di giornalisti e critici come Mario Pannunzio, Arrigo Benedetti, Carlo Ludovico Ragghianti, Isa Belli Barsali, Pier Carlo Santini  del gruppo  Renato Serra e del contributo dato da  alcune riviste letterarie al risveglio culturale della città. Saranno relatori: Umberto Sereni, Giovanna Bellora, Paolo Vanelli, Giovanni Ricci, Alessandra Trabucchi, Cristiana Ricci, Massimo Scapecchi, Carla Sodini, Elisa Bassetto, Patrizia Giusti, Claudia Santini, Luigi Della Santa, Berto Corbellini Andreotti e Roberto Pizzi, il cui turno sarà il 6 ottobre alle 12:30, e che svolgerà una relazione dal titolo “Il contributo al risveglio culturale lucchese  da parte di  alcuni  giornali letterari”.

In essa si attinge ad un lavoro di ricostruzione storica  del giornalismo locale, dal quale si ricavò il libro “La stampa lucchese dall’Illuminismo al fascismo”, che porta, per altro,   la prefazione di Stefano Bisi (2013, Pacini Fazzi editore). Nella relazione si parlerà  di  alcuni periodici letterari,  che contribuirono nell’ opera di risveglio intellettuale  della città  fra la fine del secolo XIX e il primo cinquantennio del ‘900,  come indicato nel programma del convegno. Ma in fondo all’intervento si accennerà anche ad una testata locale di grande valore, pubblicata con regolarità e per un lungo periodo negli anni successivi al 1950, che permise di superare ulteriormente quel municipalismo che aveva impedito alla cultura di riconquistare l’importanza che le spettava. E che potrebbe offrire stimoli per  ulteriori approfondimenti della storia  finale del ventesimo secolo.

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