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Cultura

Margherita Hack, l’amica delle stelle

Marcella Matelli.

Non è necessario avere una religione per avere una morale perché se non si riesce a distinguere il bene dal male quella che manca è la sensibilità, non la religione (Margherita  Hack).

Margherita Hack  fu certamente una donna singolare: oltre a essere una grande astrofisica e scienziata per via delle sue scoperte sulle Cefeidi, un tipo di stella che pulsa come un cuore,  e per aver diretto un Osservatorio Astronomico in Italia, è stata una figura di riferimento per la divulgazione italiana.

Margherita Hack, è proprio il caso di dirlo, era la donna delle stelle e lei ha sempre sostenuto che noi tutti siamo figli delle stelle, tutti fratelli, come dice una canzone perché siamo il prodotto dell’evoluzione dell’universo. Nasce  a Firenze il 12 giugno 1922,  da genitori che – come ricordò lei stessa più volte – erano molto liberali e di ampie vedute, che la lasciarono sempre libera di decidere a che cosa credere. Hack dimostrò sin da bambina di avere un carattere forte e volitivo, e di non piegarsi mai a ciò in cui non credeva, ragion per cui non le fu difficile prendere posizione durante il Ventennio fascista. Infatti, ribadì più volte le sue idee di opposizione alle scelte del regime, soprattutto da quando vennero promulgate le leggi razziali del 1938. Bisogna ricordare a questo punto un episodio che la vede protagonista quando durante un’accesa discussione con le compagne di classe che sostenevano l’operato della classe dirigente, venne sospesa da scuola per 20 giorni per aver detto a testa alta le sue idee. La famiglia  la appoggiò senza indugio per il coraggio dimostrato. Il provvedimento disciplinare le avrebbe fatto perdere l’ultimo anno di liceo, ma a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale le lezioni si interruppero e la bocciatura saltò. Gli studenti vennero promossi, o bocciati, solo in base ai voti riportati durante l’anno, e Margherita si salvò. Del resto i suoi genitori avevano  scelto di aderire alla Società Teosofica, un’organizzazione apolitica e areligiosa che ha sempre nutrito  un  profondo rispetto nei confronti di tutti gli esseri viventi.

Questa visione, unita al suo grande amore per gli animali, la portò sin da quando era piccola al vegetarianismo e  si batté fino all’ultimo per i diritti degli animali: infatti, tra i suoi ultimi libri spicca: Perché sono vegetariana, in cui spiega il perché della sua scelta etica. Hack, che si è sempre dichiarata atea, ha difeso più volte la laicità dello Stato, auspicando per la totale scissione tra fede e scienza ripercorrendo del resto la strada tracciata da Galileo Galilei sin dal Seicento. Margherita Hack è morta a Trieste nel 2013, e ancora oggi è ricordata non solo per i suoi studi sull’evoluzione stellare e la spettroscopia, ma anche per la sua instancabile attività di divulgazione e per aver ispirato generazioni di ragazze e ragazzi allo studio delle materie scientifiche. Nel giugno del 2022 le è stata dedicata una statua in bronzo alta quasi tre metri nei giardini che fronteggiano l’Università Statale di Milano per celebrare i 100 anni dalla sua nascita. L’opera, realizzata dall’artista bolognese Sissi, si chiama Sguardo Fisico, ed è la prima in Italia a esser dedicata a una donna di scienza su suolo pubblico. La statua rappresenta la scienziata intenta a guardare verso il cielo, con le mani dorate avvolte intorno a un invisibile telescopio. La base, irregolare e vorticosa, è del tutto singolare: l’artista ha deciso infatti di rappresentare Hack come se fosse stata creata da una delle galassie che tanto amava. Sempre nello stesso anno le è stato dedicato un asteroide, scoperto nell’agosto del 1995, chiamato 8558 Hack. È bello pensare che la grande scienziata ci stia guardando da lassù, tra le sue adorate stelle.

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