Su Siena antipatica fanno male i conti
Stefano Bisi.
Siena è diventata antipatica. Troppo bravi e superbi in passato e ora la città e le sue istituzioni sono accerchiate. L’ultimo caso, molto evidente, è quello dei posti per i medici specializzandi alla facoltà di Medicina dell’università. Su Repubblica si registra l’esaltazione di Careggi, “che fa il pieno di iscrizioni”, di Pisa che va “bene” e la demolizione di Siena che “va male”.
Il rettore Roberto Di Pietra (nella foto), con bon ton baronale, tra una bandiera con il sigillo sbagliato e gli ingaggi di Telmo Pievani e del modaiolo Alessandro Barbero, ha spiegato che “la pubblicazione dei primi dati da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca relativi alle opzioni espresse dai medici neo-laureati” fanno rilevare che “l’ateneo senese registra un avvio incoraggiante con ben 189 borse di studio già attribuite in questa primissima fase”.
Aggiunge: “Si tratta di un dato significativo che evidenzia un andamento numerico positivo e un incremento netto rispetto al 2025, quando nella medesima fase le assegnazioni si erano fermate a 180, e ancora più marcato rispetto a due anni fa, quando le assegnazioni furono 164, a testimonianza della solida continuità e dell’attrattività della qualità accademica e assistenziale di Siena. Nello stesso periodo, i posti assegnati a Siena dal Mur sono scesi da 278 a 266, fino ai 263 di quest’anno”.
I numeri totali (957 lo scorso anno, 973 quest’anno) raccontano una realtà diversa del caso Siena in relazione agli atenei di Firenze e Pisa. Se Siena ha l’incremento di 9 posti rispetto all’anno scorso; se Pisa ha un aumento di 6 e Firenze di 1, se la matematica non è un’opinione, il palio degli atenei lo vince chi sta in Banchi di Sotto e alle Scotte.





