I leader del Campo largo salgono sul palco di Avs proprio l’8 settembre
La data per ritrovarsi è di quelle che inducono ai paralleli: l’8 settembre tutti i leader del campo largo saliranno sul palco della festa di Avs, ma è difficile che qualcuno di loro firmi una resa. Lo scrive Gabriele Canè sul Quotidiano Nazionale. Nell’appassionante battaglia primarie sì-primarie-no, insomma, non basteranno pochi giorni per trovare una quadra, dopo un agosto in ordine sparso. Talmente sparso, che dal duello Conte-Schlein si è arrivati pure all’ipotesi terzo uomo. O magari donna. Una sorta di lodo caro soprattutto all’area Pd di Franceschini: un “leader” dai connotati vaghi, possibilmente di profilo abbastanza basso da non disturbare i due competitor. Di materiale di questo tipo ne esiste in abbondanza, certo. Più serio sarebbe il contrario, cioè un Prodi. Ma non c’è. Scartata questa ipotesi, resta il braccio di ferro Pd-5 Stelle, con la Schlein pronta ufficialmente a combattere, con il suo partito contrario, e con i grillini che già montano i gazebo. Per ora non se ne esce, e l’alibi del programma comune è destinato ad allungare i tempi. Non dimentichiamo che al dibattito sulle primarie si intreccia infatti il nodo dei contenuti: partire da quelli poi il leader, o viceversa? Sembra prevalere la prima opzione, il che non è solo frutto di buon senso, o che si parta quasi da zero, ma allontana pure la scelta della persona. Da cui due considerazioni. Primo: il campo è talmente largo che tutte le sintesi sono difficili. E se ci saranno, le vedremo inevitabilmente lastricate di buone (e generiche) intenzioni più che di ricette concrete. Se gli elettori leggessero bene i programmi, sarebbe un problema. In un mondo che viaggia a slogan, il difetto si noterà meno. Secondo. Attenti alle certezze da gazebo. I moderati tifano, e possono votare Schlein, meno temibile per Meloni. Come dovrebbero sapere i 5 Stelle che hanno “ribaltato” Bonaccini incoronato dal partito. E, inutile dirlo, con adeguati titoli di studio.





