La giornata del festival dell’Immaginazione dedicata al ricordo di Aldemaro Toni
Roberto Pizzi.
Nel quadro dell’iniziativa “Il Festival dell’Immaginazione” promossa da Daniela Bartolini, giovedì scorso Luciano Luciani ha ricordato la figura di Aldemaro Toni, importante figura di intellettuale, scrittore e organizzatore di cultura, che è venuto a mancare il 15 marzo 2026.
Con intensa partecipazione, l’attrice Sandra Tedeschi ha accompagnato le fatiche del relatore, leggendo passi tratti dalle sue raccolte di racconti pubblicate dalle “Edizioni dell’Erba”, Clima d’amore, 2022 e Buyers, 2024. La violinista Dinorah Abela, invece, ha valorizzato con le sue armonie i passi più significativi della lettura.
Nel suo intervento, Luciani ha sottolineato come Toni sia stato, nel 1980 (insieme a Piero Malvolti, letterato di Fucecchio, e Riccardo Cardellicchio) giornalista di “Paese Sera” e del “Tirreno, fondatore della rivista “Erba d’Arno”. È stato, poi, direttore a partire dal 1998 di questo trimestrale di cultura arrivato al numero 184. In maniera sempre critica e ragionata, per quasi mezzo secolo, rivista “di carta” tra le più longeve nel panorama delle pubblicazioni ad alto tasso di cultura, “Erba d’Arno” ha progressivamente allargato i propri interessi culturali – non solo letteratura, ma anche storia locale, storia materiale, un’attenzione particolare per le arti figurative locali e nazionali, musica, cinema, teatro – ha ampliato la rete dei collaboratori; ha aggiunto all’esperienza della rivista quelle di una casa editrice capace di trasformare in libri la ricchezza degli interessi e le sensibilità dei redattori, dei collaboratori, di autori spesso esordienti o poco noti. Un lavoro culturale, quello di Toni, meritevole d’attenzione e rispetto che travalicava la dimensione strettamente locale del comprensorio del cuoio, per attingere alla più ampia dimensione regionale, come evidenzia il nome, felicissimo, della testata.
Il direttore di “Erba d’Arno” amava Lucca, la visitava spesso e dalla Città Murata provengono alcuni qualificati collaboratori come Marisa Cecchetti, Enzo Guidi, Luciano Luciani.
Proprio Luciani è sembrato il più autorevole a condurre il ricordo di Toni prendendo in considerazione le sue origini toscano/fucecchiesi – vicino a Firenze, ma non lontano da Pisa -; il suo essere legato al mondo cattolico, le ACLI e ai travagli del Concilio Ecumenico Vaticano II; la sua vicinanza con la Firenze letteraria degli anni Cinquanta e Sessanta, con Piero Bargellini e Carlo Betocchi, dai quali probabilmente ricavò una poetica carica di un’ansia d’illuminazione umana che incontrava una tenace volontà di concretezza e di accettazione della realtà. Dalle pagine dei suoi racconti si desume un’aspirazione alla trascendenza che intende andare oltre e dentro le misure visibili di certi interni prosaici e casalinghi, di certi paesaggi mediocri, degli oggetti d’uso comune e quotidiano. Temi che non hanno bisogno di una lingua complessa per raccontare la verità delle cose e le vite semplici degli uomini e delle donne.


