Le dimissioni di Leonardo Del Vecchio possono influenzare il risiko bancario
Le dimissioni di Leonardo Del Vecchio possono influenzare il risiko bancario. Delfin non è una semplice holding di famiglia, ma il fulcro dei grandi equilibri della finanza italiana. Controlla il 32% di EssilorLuxottica, il 2,7% di UniCredit, ma soprattutto è il primo azionista di MPS (17,5%) e il secondo socio di Generali (oltre il 10%). Fino ad oggi la governance di Delfin si è retta su un consiglio di amministrazione blindato a vita voluto dal fondatore e guidato da Milleri. Ma il blocco dell’eredità attuato da Luca, Clemente e Paola — che chiedono una riforma dello statuto con limiti temporali al Cda e nuove regole di uscita — ha incrinato l’asse tra Lmdv e Milleri. Secondo quanto analizzato da Repubblica nelle prossime settimane, pressato dalle scadenze debitorie, Leonardo Maria potrebbe riavvicinarsi ai fratelli dissidenti per forzare una modifica dello statuto. Nel frattempo, la board di Delfin si è affidata alla banca d’affari Lazard per valutare le prossime mosse sulle scacchiere bancarie più calde: dalle decisioni sull’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS fino alle manovre di Luigi Lovaglio su Banco BPM e Banca Generali.


